Una finestra spalancata sul mondo dei Fantasmi italiani


 
 

La voce del Salottino

 
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L'anima
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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  L'anima

Visiona...

 

Fin dalle sue origini, l’uomo ha cercato di spiegare il significato della propria esistenza, interrogandosi sul perché della magnifica esperienza della vita, accompagnata da tutte le forti emozioni che può donare, contrapposta al dolore, il cui estremo apice si manifesta con la morte..la completa dissoluzione del corpo…ma soprattutto il distacco da tutto ciò che
ci è più caro. Perché l'uomo ha sempre penato o sperato, di essere in qualche modo immortale...non ha saputo rassegnarsi all’idea di dover seguire l’inesorabile ordine naturale che porta al disfacimento della materia…alla
conclusione di tutto…che lo porta a precipitare nel baratro del nulla…nell’oblio…
La parola anima veniva,nell’antichità, accomunata a quella di “respiro’’ o “soffio’’
(Psiche), il fenomeno della respirazione era quindi identificato con l'essenza della vita e del pensiero. Gli antichi immaginavano che il soffio, ovvero l'anima, fosse qualche cosa che abbandonasse il corpo nel momento del trapasso per andarsene a vivere della
sua propria vita altrove…indubbiamente un’immagine bellissima e in qualche
modo poetica.
Ed ancora oggi l'ultimo sospiro designa la morte…cosa vi sia oltre questo limite non é stato ancora provato dalla scienza ufficiale e con ogni probabilità non lo sarà mai.
Molte sono state nel corso degli anni le teorie e i dibattiti, accesi e contrastanti, che hanno visto per protagonisti gli studiosi e i filosofi più autorevoli: la scuola materialista, sostiene che l’uomo é semplice materia e nega
quindi totalmente l’esistenza dell’anima; la di scuola spiritualista sostiene al contrario l’esistenza di quella parte indipendente dal corpo che continuerebbe a vivere anche dopo la morte.
Ma quello sull’anima é un dibattito che interessa non solo scienziati e filosofi, ma noi tutti.. per il semplice fatto di esistere e di essere parte di questo immenso mistero che é la vita.
Ne é un semplice esempio il fatto che, una discussione aperta da Gordon81
nel Salottino intitolata semplicemente “L’Anima’’, abbia suscitato l’interesse di molti…al punto da spingerli ad esprimere le proprie personali teorie sull’argomento.
Gorgon81 si chiede, cercando una probabile risposta, cosa c’e’ dopo la vita: discutendo con un amico si é trovato di fronte a tale grande interrogativo senza tempo dal quale, per una divergenza di opinioni, è scaturita una
discussione molto accesa … Il suo amico sosteneva che dopo la vita noi ci
ritroveremmo ad essere entità senza memoria, senza storia: entità autonome che non avrebbero neanche bisogno di contatti con altre entità. Una sorta di accettazione e rinuncia alla propria memoria storica, alla
propria identità.
In un'altra vita noi ci troveremmo senza un nome e senza i nostri ricordi? A rinunciare alla nostra voce, al nostro modo di essere?
Innumerevoli sono le opinioni e i pareri che scaturiscono da tali domande..quasi come un’eco di pensieri.
Allo scopo di pervenire ad una possibile risposta ognuno ha espresso le proprie riflessioni in materia, ispirate da profonde e interiori convinzioni o da esperienze personali: ciò perché l’uomo non potrà mai accettare l’idea del nulla…e cercherà sempre disperatamente una conferma della propria immortalità… non ci si può rassegnare all’idea che tutto termini con la vita materiale…perché “per quanto lunga possa essere la nostra esistenza
terrena...é meno di un battito di ciglia in confronto all'eternità’’ (Bambulé).
Qual’é il nostro futuro destino? Cosa ne sarà dei nostri affetti? Non
rivedremo mai più coloro che abbiamo amato che ci hanno preceduto nell' «Aldilà»? Le separazioni sono quindi  eterne? Muore tutto con noi?
La vita oltre la morte é, per molti di coloro che danno ascolto alla propria spiritualità, possibile..perché “l'amore profondo che si prova per i propri cari non si dissolve nel nulla..’’(Yansoro)
Indubbiamente la morte ci spaventa, il fatto di pensare di dover rinunciare
ai nostri affetti e alle nostre emozioni ci intimorisce… Molto bello é il
paragone tra la morte ed una stanza completamente buia… “entrambe infatti se
non ci terrorizzano come minimo ci inquietano….così come non ci è dato sapere cosa ci sia accanto a noi nell’oscurità precluso alla vista, allo stesso modo non possiamo sapere cosa c’é dopo la morte.
Queste due incognite sono molto simili, proprio come le rispettive risposte:
Il messaggio che se ne evince é l'ormai celebre (e sempre valida) tesi che
tutto ciò che non si conosce ci spaventa o come minimo ci pone in uno stato d’inquietudine.
Tuttavia non potremmo mai immaginare il senso della vita se non fossimo convinti che ne esista un'altra dopo la morte…l'amore é l'essenza della vita ma é anche quel sentimento che dopo la morte ci mette le ali per volare in
luoghi migliori…non si può credere che gli affetti per le persone alle
quali, in vita, abbiamo voluto bene evaporino nel nulla, essi rimarranno saldamente legati alla nostra anima anche nell'aldilà.
Le memorie d'amore, quelle pure e sincere, sono quindi un bagaglio
insostituibile per il nostro stesso spirito.
Se pensiamo dunque all’anima come a qualcosa di svincolato dal corpo…in grado di abbandonarlo e di persistere anche quando la vita compie un misterioso processo evolutivo..allora “anima e vita sono tanto vicine da essere quasi coincidenti” (C.D.Vlad).
Cosa riusciremo a conservare quando del nostro corpo nulla rimarrà?…forse
l'anima sarà in grado di portare con sé tutto ciò che in vita è stato in
grado di "toccarla" e cioé di modificarla lasciandole un’impronta…“ma solo
le emozioni più significative e più determinanti: solo quelle rimarranno impresse nella sua memoria…rimarrà solo ciò che conta davvero nella nostra esistenza’’. (Xion Aritel)
Vi sono teorie, che fondano la certezza dell’esistenza dell’anima sulla possibilità della reincarnazione in un nuovo corpo…“l'anima sopravvive al corpo completa della propria memoria, del proprio vissuto…’’ (Draculina) e a
conferma di tale teoria potrebbe chiamarsi in causa il fenomeno del deja-vu che provoca a colui che lo vive la sensazione di aver già visto luoghi mai visitati prima o di aver già vissuto determinate esperienze.
Inoltre la pratica di discipline che permettono di riscoprire l'importanza
di ascoltarsi e che mirano ad approfondire la ricerca dell’ "IO" attraverso una concezione più naturale dell’essere umano a contatto con la natura,possono apportare un contributo nella ricerca della propria essenza
interiore: Faber confessa che fin da bambino, affascinato da tale grande interrogativo, ha coltivato la passione per tale ricerca sperando di poter trovare un giorno una risposta soddisfacente…negli ultimi due anni ha
effettuato ricerche tra persone che vivono esperienze di viaggi astrali, precognizioni e channeling.
Allo scopo di capire il senso della vita ha infatti intrapreso una ricerca interiore tramite libri, incontri, gruppi di meditazione, yoga ecc…ed afferma di essersi trovato di fronte ad esperienze per il 90% deludenti..ma che quel dieci per cento residuo gli ha cambiato la vita in maniera radicale, aprendogli la mente a nuove intuizioni e ad una nuova consapevolezza che é veramente dietro l'angolo per chiunque…“siamo infinitamente più grandi di quello che pensiamo: esseri multidimensionali che vivono sì molte vite ma contemporaneamente e che creano giornalmente la nostra "realtà quotidiana" in base alle proprie convinzioni.
L'anima é solo un aspetto del nostro vero “se” e la morte é solo momento di  “trasformazione’’.
Ma, a prescindere dalla possibilità di affidarsi a discipline secolari, c’é chi come Tamiel ha elaborato una filosofia sull’anima, risultato della sua profonda e personale spiritualità: gli piace credere che l'anima non sia altro che la raccolta delle nostre memorie, un “continuum” nel tempo e nelle ere che porta la testimonianza di ciò che é stato e di ciò che sarà, come se non esistesse in un tempo definito ma nel tempo, nel suo senso infinito ed eterno.
L’anima non ha dunque un significato, non ha un senso, é lì, non è qualcosa che si perde o si dona, l'anima siamo noi, così come siamo, così come siamo cresciuti, con le nostre capacità e la nostra essenza, poiché in
questa sono racchiuse tutte le vite, tutti i pensieri, tutte le esperienze e
tutte le filosofie.  
“L'anima é generalizzabile al senso di "io" nel senso più vasto e generico, poiché è semplicemente l' io assoluto”.

Cosa ci attende nell’aldilà?…se davvero esiste una vita dopo la morte…come e dove verrà vissuta?..forse “dopo la morte ci trasformeremo in entità eteree, insensibili ai dolori o sofferenze e solo aperti a buoni sentimenti…lo scorrere del tempo non sarà come lo viviamo ora...noi saremo tempo che scorre e quindi non ci accorgeremo di nulla ma vivremo secondo norme naturali, agendo a fin di bene per ogni cosa.
Il male non esisterà...ma solo una sensazione di perenne tranquillità spirituale...saremmo anime "beate" che vivranno nello spazio infinito.
Quello che verrà dopo sarà così grande e immenso da esistere sempre”. (Queztal)

In questo bellissimo quadro di teorie e pensieri non bisogna dimenticare la riluttanza che parte della scienza ufficiale ha nel trattare l’argomento; gli scienziati più materialisti escludono categoricamente la possibilità della
continuazione della vita dopo la morte del corpo (ilcontegabo), in quanto pensano che al mondo non vi sia che una sola incontestabile realtà, la realtà degli oggetti, della materia,di ciò che si vede, di ciò che si tocca, di ciò che quindi può essere percepito dai sensi.
Per essi quindi tutto il resto non é che astrazione..pari al nulla più assoluto.
La scienza ufficiale in materia non può esprimersi perché può basarsi soltanto su fatti probanti che possono essere riprodotti in laboratorio.
In materia gli esperimenti sono stati fatti, ma senza risultati rassicuranti che portino a provare l’esistenza di una vita "eterna"… e questo per gli scienziati è "l'unico risultato"...perché da quanto hanno evinto dalla sperimentazione pensano che il metodo sperimentale e i mezzi di misurazione di cui siamo a conoscenza possano spiegare tutto..senza tener conto della possibile esistenza di forme energia a noi ignote e quindi difficilmente percepibili e
misurabili con i mezzi a nostra disposizione.
La scienza paragona la nostra memoria ad un hard-disk, come quello del computer:una volta che il computer (il nostro corpo) viene distrutto irrimediabilmente, non essendo possibile effettuarne una sorta di back-up, i dati in esso contenuti vanno irremediabilmente persi....
Ma non si può davvero dimostrare che esista un "sistema di backup"contenuto all'interno dell'anima, una sorta di sistema per cui tutte le esperienze e le emozioni che proviamo ogni giorno siano scritte
contemporaneamente a livello di cellule cerebrali e a livello di "anima".
Allora come procedere?..come fara’ mai l’uomo a dare una risposta al più
grande interrogativo che da secoli ormai lo attanaglia e lo tormenta?…noi
esseri umani possiamo avanzare solo ipotesi sul post-morte nessuno può darci una risposta..perché  “dall'aldilà nessuno può tornare per darci una conferma diretta..’’ (Mia69)
Cos’é allora un fantasma?…c’é chi pensa che sia la manifestazione dell’ anima disincarnata…le opinioni in materia sono discordanti; certamente possono esistere intorno a noi, non soltanto cose, ma anche esseri
invisibili, intangibili, coi quali i nostri sensi non ci mettono in relazione….e che in certe situazioni possono essere visti ed avvertiti : i Fantasmi potrebbero essere ’’la prova dell’esistenza di una “memoria dell’
anima”, una manifestazione psichica che ci appare visibile come uno strascico energetico della persona o anche animale, una sorta di eco energetica che é rimasta incisa nell'ambiente’’ (Hellwind)…ma non una prova
della vita oltre la vita…"frames" del passato.
Quindi la speranza che la nostra essenza sopravviva a questo mondo terreno
é legata a concezioni più intime e più profonde…ad un sentire che molti di
noi (o pochi di noi) possiedono.
Io (Stefy) penso all'anima come l'unica congiunzione possibile tra ciò che é spirito
e ciò che é materia: attraverso di essa la mera materia si personalizza
diventando individuo. Non “un soffio’’ come pensavano gli antichi..ma
entità intellettuale, che permette all’uomo di sentire la propria
interiorità: esprimere desideri, emozioni, sentimenti, pensieri ed interiorizzare il mondo che lo circonda.
Una volta lessi in un libro di Edgar Allan Poe una frase che mi colpì
molto e che diceva : “Vi sono due corpi : il rudimentale e il completo, che corrispondono alle due condizioni del bruco e della farfalla... Quella che chiamiamo "morte" é soltanto la dolorosa metamorfosi.’’ …ed io spero che sia
così..perché  mi piace pensare all’esistenza di una vita cosciente dopo la morte…e nutro fermamente la speranza che un giorno potremo rincontrare tutte le persone che in vita abbiamo amato..che i sentimenti sopravvivano alla
morte fisica per raggiungere una dimensione dove l’amore possa essere vissuto in tutta la sua
pienezza e gioia…ed è tale speranza che ci permette di andare avanti anche quando la vita fondendosi con la morte ci provoca immensi dolori.
Forse l’uomo non scoprirà mai cosa c’é dopo la morte, se non al giungere
del fatidico momento…ma ciò non gli impedirà di continuare a cercare, per
riuscire a capire più a fondo il senso della propria esistenza…
 

 

Hanno dato vita a questa discussione nel forum:

Gordon81; Bambulé; Yansoro; C.D.Vlad;
Xion Aritel; Draculina; Faber; Tamiel; Queztal; ilcontegabo; Mia69; Hellwind; Stefy
 
     
 

A cura di:

Stefy
 
 

 

 
 

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