Una finestra spalancata sul mondo dei Fantasmi italiani


 
 

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Città

Cave del Predil
Legenda iconografica

   
Segnalato da:

 

 
Negli anni '60, passando vicino ai ruderi di vecchie fortificazioni militari risalenti alla Grande Guerra, nei pressi del lago lungo la strada che conduce a Sella Nevea, alcune persone furono investite da pietre scagliate da mani invisibili.
 
 
 
 
 
Città

Località imprecisata
Legenda iconografica

 

Segnalato da:

Jack

 

 
Una villa sita in località Tarcento, appartenne in passato (secondo quanto si dice) ad un conte molto ricco che, divenuto pazzo, uccise moglie e bambini.
C'é chi afferma che si possano ancora sentire le strazianti urla delle vittime.
C'é invece chi dice di aver visto il conte alla finestra con un fucile da caccia in mano.

 
 
 
 
 
 
Città

Palmanova
Legenda iconografica

 
Segnalato da:

Alberto

 

 
In questa località, negli anni passati c'é chi narra che si facesse vedere di tanto in tanto
una strana figura di cui si conosce anche la triste storia:
"
La testimonianza io la posso raccontare per via indiretta dal momento che riguarda mio nonno (ancora vivente) il quale mi ha narrato questa storia una sola volta e da allora non me ne ha più parlato, nicchiando e tutt'al più rimanendo sul vago.
Mio nonno, classe 1920, viveva abitualmente a Genova ma durante le vacanze estive raggiungeva il paese di sua madre, Bagnara Arsa nei pressi di Palmanova.
All'epoca del fatto doveva avere 11-12 anni. La vicenda é questa:una sera al tramontare tornava dai campi con la mula per la cena quando vide avanti a sé un uomo dall'aspetto emaciato, pallido, con le vesti logore e stinte e con uno sguardo terribilmente vuoto
e triste che camminava in senso opposto a lui.
Tutt'altro che spaventato, quanto piuttosto impietosito per l'incontro, fece ritorno a casa, all'inizio del paese.
Lì per lì non diede troppa importanza all'accaduto ma al momento di coricarsi riferì dell'incontro a sua nonna.
Gli occhi di quella donna, pieni di fierezza contadina friulana, si sbarrarono
d'improvviso (un particolare,i l solo su cui mio nonno é tornato più volte) e le sue mani si strinsero sul petto; corse via a chiamare il mio bisnonno Michele che prese da parte mio nonno e gli raccomandò di segnarsi (farsi il segno della croce) ogni volta che vedeva quell'uomo.
Mio nonno chiese chi fosse mai quell'individuo. Allora con espressione accigliata il vecchio disse chi era stato quell'uomo.
Si trattava di un contadino, certo Giovanni, che durante la Grande Guerra dopo la disfatta
di Caporetto aveva dato rifugio, nascondendolo in cantina, a un soldato italiano,
non tanto per convinzioni di natura politica, quanto per carità cristiana.
La cosa in paese non era certo un mistero ma nessuno avrebbe mai denunciato Giovanni alle autorità di occupazione austriache perché era un brav'uomo e poi non si sapeva come certe cose potessero andare a finire.
Ma si sa nei paesi c'é sempre l'invidioso di turno, quell'individuo nato con lo scopo di rendere difficile la vita agli altri.
Nel nostro caso si trattava della Ghita, una vecchia cugina zitella di Giovanni che
guardava al piccolo potere del parente con molto appetito. Non le fu difficile andare dal capitano della compagnia boema che occupava il paese e rivelargli che, oltre alle botti, Giovanni in cantina ci teneva qualcos'altro.
Gli austriaci andarono da Giovanni e trovato il fante italiano, dopo un rapido processo li fucilarono entrambi poco fuori il paese.
La Ghita per le leggi successorie si prese il podere di Giovanni.
Ma ben presto, già durante la guerra alcuni abitanti di Bagnara rividero Giovanni
(vi fu chi si prese un gran spavento) percorrere la strada che dal paese portava non al suo podere ma...a quello della Ghita.
La Ghita non si fece più vedere in paese:per gli acquisti e i pagamenti ricorreva al
suo unico figlio mezzo scemo, Tonio, e stava tutto il giorno con le finestre sbarrate.
Il perché é facilmente immaginabile...
Ghita morì intorno al '35 mentre Tonio visse fino agli anni '50: nei suoi discorsi insensati parlava spesso però delle visite al crepuscolo di Giovanni.
Per alcuni si trattava delle visioni di una pazza, di un demente e di qualche contadino stanco per il lavoro o un po'alticcio, ma per altri come mio nonno..."

 
 
 

 
 
 

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