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*Calabria* |
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Catanzaro |
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Cosenza |
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Crotone
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Reggio Calabria |
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Città |
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Palmi - Sant'Elia |
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Segnalato da: |
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Anaiks, Luca F.
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Città |
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Bagnara Calabra |
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Nella parte alta del paese in
quello che é considerato il nucleo originario di Bagnara,
esiste un
luogo davvero lugubre che da generazioni, incute timore e
soggezione agli abitanti del luogo....
Si
tratta di un'antica e ripida scalinata che collega il suddetto
quartiere arcaico
(oggigiorno detto Porelli) e il Rione dei
Pescatori, mediante un passaggio che avvolge
la famosa Rupe di Martorano (epico luogo conosciuto ai tempi degli Aragonesi che ivi
costruirono un avamposto per la segnalazione di navi nemiche).
Da
sempre nonni, genitori e qualche nipote raccontano fatti
agghiaccianti riguardo
questa scala apparentemente solo un po'
usurata dal tempo, si spazia dalle tombe sconsacrate alle suore
fantasma fino ad arrivare a figure folkloristiche
dell'immaginazione
calabrese, le cosiddette "malombre" (ombre scure che sono
considerate presagio di sventura).
Ciò
che è certo è che quando questa scalinata veniva usata per
abbreviare i
tragitti del commercio del sale, le persone che si
apprestavano a calcare i suoi gradini facevano per tre volte il
segno della croce, sperando che i morti o coloro che la presiedevano
fossero accondiscendenti al loro passaggio.
Per
questo tutt'ora è detta da tutti semplicemente "la croce" ( 'a cruci).
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Città |
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Rocca Randi |
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Le cronache narrano che a circa metà degli anni Trenta un'intera
banda musicale
si
stesse
recando da un paese di montagna, Ortì, a uno di mare, Archi, per
presenziare
ad una festa patronale.
Sedutisi, i musicanti, all'ombra di un grande albero di gelso,
furono sepolti
dall'improvviso crollo di una parte consistente di
una collina a strapiombo sul torrente, quasi sempre asciutto e che all'epoca
rappresentava una delle principali vie di comunicazione tra i paesi
montani e la città di Reggio.
Il torrente si chiama Torbido, in
dialetto "Trinitrùbbuli" che é un onomatopeico che
richiama "pietre rotolanti" ed è stato spessissimo causa
di morti violente causa piene
improvvise,
soprattutto prima che si provvedesse a frenare l'impeto delle acque
edificandovi dei "salti" artificiali in calcestruzzo e
pietra viva. Ciò avvenne verso l'inizio
degli anni '40.
Prima di allora le notizie certe di morti di uomini e bestie si sono
susseguite e sono puntualmente riferite dalle cronache dell'epoca.
Il torrente é perciò da sempre considerato come luogo di
apparizioni spiritiche
segnalate in varie forme e circostanze da
decine di persone.
Quella della banda perita sotto il crollo più
che un'apparizione visibile é descritta
come un fenomeno acustico
udibile anche in pieno giorno: in altre parole si sentirebbe
distintamente arrivare il suono di una banda proprio nel luogo essa
fu travolta dai detriti.
Il none esatto del posto è "Mariotta"
e la rocca incriminata è la
"Rocca randi (Grande)" ben
nota a tutti gli abitanti delle zone limitrofe.
L'ubicazione esatta del luogo è in zona Nord di Reggio Calabria, a
circa 3 km da essa:
il torrente Torbido attraversa l'abitato di
Archi e separa
i rioni San Francesco e Archi Centro.
Si insinua tra
le splendide colline reggine con continue anse fino ad arrivare a
settecento metri di altezza.
Ha infatti origine dalla contrada Straorìno e quest'ultima è da considerarsi uno dei primi
insediamenti aspromontani.
E' un luogo che per le sue
caratteristiche e soprattutto per la sua facile percorribilità
sia
a piedi che parzialmente anche in fuoristrada ha sempre conosciuto
una notevole frequenza ed è del tutto inevitabile che sul suo conto
si narrino svariate leggende
legate sia a vicende terrene che meno
terrene.
La leggenda della banda musicale di Ortì è la più nota
ed accreditata.
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