AL DI LA'
DELLA MANICA:
sebbene il caso in questione sia fuori della portata territoriale
delle nostre indagini,
il nostro Staff ha deciso ugualmente di dedicare parte
del suo tempo all’approfondimento di questo
scatto
fotografico.
Diversi utenti hanno più volte espresso il desiderio di saperne qualcosa
in più e, dal momento che la dama ritratta sulla celeberrima scalinata
rappresenta un documento di importanza storica, li abbiamo accontentati
più che volentieri.
Se avrete la pazienza di scorrere fino in fondo il testo che vi proponiamo,
vi renderete conto di quanto interessante e complessa sia l’avventura
che cercheremo di farvi rivivere lungo le stanze misteriose della
Raynham Hall.
Vi condurremo all’interno di quegli antichi saloni e vi descriveremo
le oscure vicende di questa elegante dimora.
Le emozioni e le impressioni dei testimoni,i dati aggiornati e più
attuali che siamo riusciti a reperire durante la nostra lunga ricerca,
le perizie effettuate sulla stampa e in che modo fu possibile catturare
questo luminoso attimo d’eterno.
QUESTE MISTERIOSE E NOBILI PARETI: La Raynham Hall é sita nell’omonima
cittadina del Norfolk nei pressi di Fakenham.
Fu costruita a cavallo del XVI e XVII secolo su commissione di Sir
Roger Townshend.
Gli strani avvenimenti che interessarono la Hall ci sono stati tramandati
da numerosi personaggi storici del tempo.
Tra le diverse testimonianze pervenuteci, forse la più interessante
è rappresentata da quella fornitaci da Gwladys Townshend che visse
nella reggia per molti anni e che cercò di fare luce sulla possibile
identità della “Lady in brown”.
Secondo l’ipotesi più accreditata, il fantasma ritratto nella fotografia
sarebbe quello di Dorothy Walpole, sorella del celebre statista Sir
Robert Walpole che divenne primo ministro inglese nel 1721.
L'INFELICE DOROTHY WALPOLE: Costei
era convolata a nozze con il secondo visconte Charles Townshend
ma la loro vita di relazione non fu facile né prima né dopo
la sacra unione.
Il padre di Dorothy, infatti, impedì per molto tempo che la figlia
si accasasse nella Raynham Hall: le umili origini di lei avrebbero
alimentato impietosi pettegolezzi gettando sulla famiglia Walpole
l’ombra di una dinastia a caccia di facili ricchezze.
Fu così che Charles si rifugiò tra le braccia della figlia di un barone,
sposandola.
E Dorothy? Si spostò prima a Londra e poi a Parigi dove si diede alla
mondanità cercando di dimenticare la sua infelice vicenda sentimentale.
Fu proprio quel darsi alla bella vita che avrebbe con ogni probabilità
segnato la sua fine in un futuro non molto lontano. (A
lato: é questa Lady Dorothy Walpole??)
Ma si sa, la vita è strana e per qualcuno il destino vuole che certi
treni tornino ad incrociare binari già percorsi: dopo essersi sposata
con un nobile francese (dai costumi assai discutibili) ed aver scandalizzato
la buona società, Dorothy ritornò precipitosamente in patria quando
nel 1711 fu raggiunta dalla notizia che il suo amato Charles era rimasto
vedovo.
Un anno più tardi, Charles e Dorothy erano finalmente dinanzi all’altare.
L’unione si rivelò felice almeno fino a quando qualcuno non pensò
bene di informare Sir Townshend dei trascorsi di sua moglie in terra
francese.
Quell’esperienza coniugale vissuta oltre la Manica aveva lasciato
il segno nell’animo di Dorothy che, al di là di una morbosa attenzione
rivolta ai suoi figli, dimostrava di aver ben pochi interessi genuini.
Dorothy probabilmente avrebbe voluto dedicare la sua intera esistenza
alla cura della sua prole ma il suo amore materno venne respinto dagli
altri componenti familiari ed i figli furono affidati alla nonna:
senza alcun motivo apparente, Dorothy venne esclusa dalla loro educazione.
Quale ragione poteva mai aver spinto la famiglia Townshend ad allontanare
dai suoi ragazzi una madre così premurosa? Ancor oggi si vocifera
che Dorothy fosse una donna di rara bellezza, innamorata di un mondo
materiale dal quale poteva attingere senza alcun tipo di problema
economico facendo collezione di tutto ciò che era frivolo e riempiendo
i suoi armadi con i vestiti più costosi che vi fossero in circolazione.
Fu proprio questa sua propensione al narcisismo, già assaporato ai
tempi del suo primo viaggio a Parigi, che alla lunga finì col guastare
irrimediabilmente rapporti con il marito.
Degenerazione che si consumò in fretta e condusse alla inevitabile
tragedia familiare.
Secondo quanto si racconta, Dorothy fu rinchiusa in una stanza e lasciata
morire d’inedia.
Più precisamente, il marito confinò Dorothy nei suoi alloggi e diede
istruzioni alla servitù affinché nessuno potesse entrare od uscire
da quelle stanze.
Le versioni sulla fine di Lady Walpole sono tuttavia discordanti:
di certo la donna passò a miglior vita a quarant’anni. Quello che
rimane ancora avvolto nel mistero sono le cause del suo decesso: a
parte la teoria sopra citata (sulla quale dubitava pure Gwladys Townshend,
vissuta alla Hall diverso tempo dopo) una seconda versione (quella
ufficialmente fornita dalla famiglia Townshend di allora) vede Dorothy
consumata dal vaiolo.
La terza ed ultima ipotesi descrive un decesso più burrascoso: Dorothy
avrebbe trovato la morte dopo essere stata scaraventata giù dalla
grande scalinata del salone
(la stessa dove appare nella celebre fotografia).
TESTIMONIANZE...REALI!!: dopo la dipartita
dell’affascinante donna, ben presto alla Raynham Hall cominciarono a
circolare strane voci in merito a stranissimi accadimenti.
Tali dicerie assunsero una certa consistenza quando la servitù della
reggia confermò di aver scorto più volte uno spettro dalle sembianze
femminili.
Da quel giorno, le testimonianze cominciarono a moltiplicarsi e non
mancano neppure “reports” quasi contemporanei.
Nel 1786, colui che in seguito sarebbe divenuto re Giorgio IV, fu
ospitato nella Raynham Hall.
Come egli stesso testimoniò, una notte si svegliò e si ritrovò dinanzi
ad una donna vestita in abiti scuri, con i capelli spettinati e dal
volto cereo.
Inutile dire che il futuro re abbandonò la reggia precipitosamente,
non prima di aver messo a soqquadro la casa in preda ad
un’incontenibile ira.
La famiglia Townshend, sconvolta dalla pessima figura rimediata con
l’illustre ospite ed allarmata dall’assoluta attendibilità di quella
testimonianza, decise di istituire una sorta di servizio interno di
vigilanza: domestici e guardiacaccia avrebbero dovuto verificare la
presenza dell’insolita dama.
Furono sufficienti soltanto poche notti per avvistarla nuovamente: uno
dei preposti, dopo averla scorta, cercò di bloccarla ma costei non
accennò a rallentare il passo attraversando il corpo del malcapitato e
lasciandogli addosso una sensazione glaciale.
Nel 1835 il fantasma di Dorothy rovinò i festeggiamenti durante il
giorno di Natale: diversi ospiti fuggirono dopo averla scorta.
Così non fu per il colonnello Loftus, fratello dell’allora Lady
Townshend il quale decise di trattenersi ancora qualche giorno tra
quei saloni e disse di aver visto lo spettro in diverse occasioni: la
descrizione che fornì fu quella di una donna dal portamento elegante,
vestita con un prezioso broccato ed un cappello.
Il viso appariva particolareggiato ma presentava, a suo dire, le
orbite vuote.
Dopo l’ennesima apparizione, il capitano Frederick Marryat, persona
schiva ed assolutamente scettica riguardo ai fantasmi, fu invitato ad
indagare personalmente: prese alloggio in una stanza ove era presente
un ritratto di Dorothy e quando incrociò il suo spettro lungo il
corridoio, non ebbe difficoltà a riconoscerla: seguito da due amici,
il Marryat prese ad inseguirla ma lei, soffermatasi davanti ad una
porta, lanciò loro un sorriso pieno di disprezzo.
Preso dal panico, il capitano non esitò ad esplodere un colpo della
sua rivoltella: il proiettile attraversò il fantasma e terminò la sua
corsa sul legno della porta.
Seguirono molti altri incontri ravvicinati occorsi a persone diverse:
tutti convenivano nel fatto che durante quelle materializzazioni sulla
scalinata fosse possibile osservare i gradini che un qualsiasi corpo
munito di un’assoluta fisicità avrebbe dovuto celare alla vista.
Le notizie di apparizioni si rincorsero incessanti fino a giungere
all’anno 1936:
il 19 settembre
di quello stesso anno, due fotografi di “Country Life”, mentre stavano
posizionando la loro attrezzatura al fine di scattare delle foto alla
reggia, si accorsero che proprio ai piedi della scalinata andava
formandosi uno strano vapore dalle sembianze antropomorfe.
Senza indugio, impressionarono una lastra fotografica consegnando così
alla storia lo scatto che ancor oggi tutti potete ammirare.
La storia sarebbe conclusa qui se non fosse da annotare un piccolo
particolare: il 19 settembre coincideva con la data in cui Dorothy si
sposò….
(Sopra:come si presenta esternamente
la Raynham Hall)
LE PRESENZE MENO NOTE DELLA HALL: pochi sanno
che la Raynham Hall non è abitata solo da Dorothy: secondo diverse
altre testimonianze, la lussuosa residenza, sarebbe stata eletta come
dimora da una rosea “Pink Lady”, da due distinti bambini, da un “Red
Cavalier” e da un cane (uno spaniel, per la precisione).
L’identità dei due bimbi è abbastanza incerta: secondo le testimonianze,
uno dei due piccoli sarebbe una femminuccia (vestita come una bambola)
e sarebbero stati più volte notati all’interno di una stanza chiamata
“Salone di Pietra”.
Lo spaniel fantasma, non si paleserebbe alla vista ma si farebbe sentire
picchiettando allegramente le zampe lungo il pavimento.
Per quanto riguarda il Cavaliere in rosso e la Dama in rosa non si
hanno alcune informazioni e non è stato possibile avanzare alcun nome
in merito alla loro presunta identità.
Per gli aspiranti ricercatori, si sappia che nessuna guida ufficiale
edita nel Regno Unito stabilisce una “Frequency” in ordine al ripetersi
delle anomalie all’interno della Raynham Hall.
A parte la già citata coincidenza settembrina (verificatasi però solamente
una volta, a quanto pare), non vi sono dati utili al reperimento di
una costante ciclicità della apparizione sulla scalinata.
Recentemente pare che l’apparizione si verifichi ancora ma assai di
rado: le cose dovevano andare diversamente fino al secolo scorso se
è vero che un numero imprecisato di residenti, servitù, visitatori
occasionali...ed un re… hanno avuto modo di conoscere lo spettro di
Dorothy. (Sopra:gli interni della splendida
residenza)
MISTERO RISOLTO?: La
fotografia rappresenta una delle migliori immagini esistenti nel campo
della ricerca di questi fenomeni: sebbene sia molto datata (1936)
e catturata su di una lastra fotografica, essa rimane pur sempre molto
indicativa e di rara bellezza.
La fotografia in questione è stata anche analizzata di recente da
diversi esperti fotografici tra cui lo statunitense Joe Nickell il
quale, pur affermando che lo stesso risultato sarebbe ottenibile mediante
l’utilizzo della doppia esposizione, non ne ha decretato la non autenticità
e pertanto la fotografia rimane stampata di diritto come corollario
tra le pagine più interessanti delle apparizioni inglesi e del mondo
intero.
NOTA A MARGINE: un’ultima annotazione: secondo le
testimonianze che abbiamo raccolto in Inghilterra, pare che la “Lady
in Brown” della Raynham Hall si faccia notare anche nella vicina
residenza denominata Houghton Hall costruita proprio da Sir Robert
Walpole, il padre della sfortunata Dorothy.