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Le colline che circondano la valle del Metauro sono
state, nel corso dei secoli, teatro di sanguinose vicende storiche, dalle
guerre puniche alla seconda guerra mondiale…
Per secoli le contrade della marca pesarese attraversate da questo fiume
sono state attraversate da eserciti in guerra, briganti spietati, orde
crudeli e compagnie di ventura…
La Storia, con la “S” maiuscola, è stata spesso ospite della valle
del Metauro, fino alla famosa foto del 1944 (apparsa in tanti libri di
storia) che ritrae il generale Alexander e
Sir Winston Churchill sulle
mura del paese di Montemaggiore al Metauro, intenti ad osservare
l’avanzata delle truppe alleate verso la Linea Gotica…
Ma quelle che voglio raccontare ora sono solo storie,
con la minuscola, nascoste nelle pieghe del tempo e oramai dimenticate dai
più che non hanno più tempo da dedicare alla memoria e alle piccole
cose.
Ora le campagne che costeggiano le rive del fiume
sono cosparse da tranquilli boschetti di pioppi e robinie e da ordinati
campi di grano ed e’ difficile immaginare che un tempo fossero solo una
paludosa e malsana distesa di sterpi nella quale vi erano solo poche case
di “magnabreccia” (così erano chiamati spregiativamente coloro che
vivevano in pianura dai contadini delle colline) e magri pascoli di
pecore.
… in questo panorama molto diverso da quello
attuale avvenne la prima storia…
Chi ha la pazienza di cercare un po’
nell’archivio storico del comune di
Montefelcino, troverà la cronaca, vergata in una grafia ordinata e
carica di svolazzi, di una piccola tragedia avvenuta nel sedicesimo
secolo.
In quella che ora è la frazione Sterpeti (un pugno di case sulla statale Flaminia e di abitazioni di
contadini sparse per la campagna) fu ritrovato un cadavere che galleggiava
nel fiume…
Si scoprì presto che era “una donna de Montemontanaro (un altro dei castelli del comune) scema
di cervello, fuita de casa tre giorni innanzi”.
Il cadavere della sventurata fu sepolto in terra
consacrata, supponendo una disgrazia e non un suicidio, probabilmente nel
sepolcreto della antichissima chiesa di San Michele (attualmente quasi in
rovina) nelle viuzze del centro storico del piccolo paese di collina…
Si narra che di tanto in tanto, di notte, si oda tra
gli alberi e i roveti, nel breve tratto di fiume tra le località di
Sterpeti e Ponte degli Alberi, un flebile e lamentoso grido, forse una
voce di donna che invoca disperatamente un aiuto atteso da circa cinque
secoli.
Tre anni or sono fu inaugurato il parco fluviale del
Metauro, nei pressi di un vecchio frantoio di ghiaia ora in disuso: alcuni
giochi per bambini, panchine, percorso salute e natura, cartelli didattici
che parlano degli animali e delle piante che vivono nella zona, l’ideale
per una passeggiata rilassante per famiglie e scolaresche in gita
istruttiva…
Ma, durante i lavori di sistemazione dell’area
accaddero alcuni fatti strani: pare che alcuni operai addetti al montaggio
delle installazioni abbiano visto qualcosa di strano, sembra che siano
accaduti inspiegabili piccoli incidenti, si sussurra che una figura lacera
e scarmigliata sia stata vista ai piedi delle “ripe”, due
inconfondibili pareti verticali alte più di 50 metri ben visibili fin
dalla trafficata Flaminia, ma nulla più di voci e sussurri son quelli che
si possono udire a questo proposito… Ben pochi sono coloro che
frequentano di notte la stradina che costeggia il Fiume e ancor meno son
coloro i quali dicano ciò che possono avere udito o visto in
quell’isolato angolino a ridosso delle verdi acque del vecchio Metauro.
Altra curiosa storia riguardante i fantasmi del
Metauro è quella che riguarda un Fantasma “scomparso” da quasi mezzo
secolo.
A pochi chilometri di distanza da dove venne
avvistato il “fantasma della vecchia” è visibile dalla strada la
chioma scura , quasi nera, di un cipresso che spunta incongrua tra i
pioppi e le robinie prospicienti la riva del vecchio fiume.
Sotto il vecchio albero vi è, grigio e chiazzato dal
verde di muschi e licheni, un cippo di pietra commemorativo, simile ad un
obelisco…
Il piccolo pilastro ricorda l’assassinio, avvenuto
nei primi anni del ‘900, del fattore del latifondo Albani a mezzo di una
scarica di pallettoni, per mano di un giovane contadino del luogo sorpreso
a cacciare di frodo e già bersaglio delle prepotenze
dell’amministratore del Signor Conte….
I reali carabinieri assicurarono subito alla
giustizia l’omicida, anche perché minacciarono di imprigionare senza
processo tutti i capifamiglia del luogo: allora si usava così ed è
inutile scandalizzarsene ora.
Solo che da allora, per molti anni, fu sovente vista
tra i pioppi la figura insanguinata
di un uomo vestito di nero che gridava disperatamente, strani rumori
furono sentiti per decenni e tra i ragazzini di Sterpeti e Tavernelle si
vociferava della terrificante visione di teschi, sangue e terribili
apparizioni nei pressi della stele commemorativa sotto il cipresso.
I testimoni ancora viventi si soffermano su
particolari come il bel
vestito nero di foggia antiquata indossato dall’apparizione, con tanto
di cravatta a fazzoletto e le spaventose ferite sanguinanti al ventre e
alla testa……
Le ultime apparizioni del Fantasma del fattore
risalgono alla seconda metà degli anni 50, ora il piccolo monumento e il
suo cipresso sono quasi dimenticati e pochissimi tra coloro che vivono
nella zona ne sono a conoscenza… non è escluso che se qualcuno andasse
lì in una notte senza luna, sfidando il fango e l’ira dei contadini che
non amano affatto intrusioni di estranei nei loro campi, potrebbe avere
delle strane e forse poco piacevoli avventure.
Chi può dirlo, a questo mondo le sorprese, come gli
esami, non finiscono mai!!!!!!
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Ha
collaborato: |
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Metal
Mike |
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