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Qualche
tempo fa un giovane ragazzo che si trovava in vacanza studio ad Edimburgo
ebbe l'occasione di recarsi in uno dei luoghi più suggestivi della zona.
Stiamo parlando del
Greyfriars, convento che oggi é luogo di dimora della congregazione dei "Greyfriars
Tolbooth and Highland" e che un tempo ospitò una congregazione
Francescana.
La chiesa in tardo stile gotico (della cui struttura originale rimane però
ben poco) si erge nelle adiacenze di quello che un tempo fu il cimitero
dedicato ai notabili ed ai ricchi della città.
Tra i vari personaggi che qui furono sepolti, quello che pare calamitare
maggiormente l'attenzione é il nome di tal George "Bluidy" McKenzie.
Costui fu il principale uomo di legge al servizio di Charles II e passò
agli annali non come uomo morigerato ma con la triste fama di sadico: al
servizio del re non lesinò torture a quanti dissentivano dal credo
protestante a cui lo stesso re era legato.
E'probabile che l'oscura fama del McKenzie abbia contribuito a far nascere
attorno a Greyfriars numerose voci: é così che, incredibilmente,
il Greyfriars graveyard é al centro di uno dei tanti "ghost tour
autorizzati" della Scozia: non é assolutamente nostra intenzione
commentare questo genere di visite guidate ma desideriamo
qui soffermarci sulla strana foto che Brenno scattò.
Nell'angolo sinistro dell'immagine in questione compare il busto di quello
che pare essere a tutti gli effetti un giovane ragazzino dai capelli
biondi.
Questo strano particolare é stato da noi riscontrato anche sul negativo
originale che faceva da corredo alla pellicola.
Volendo come di consueto cercare una possibile spiegazione razionale,
abbiamo pensato ad un involontario effetto generato da una doppia
esposizione dovuto probabilmente al malfunzionamento del sistema di
avanzamento dell'apparecchio fotografico.
E' tuttavia una spiegazione che non ci lascia completamente soddisfatti
dal momento che questo pare essere l'unico "extra" presente nell'immagine.
Non compare infatti nessun altro elemento che ci indichi chiaramente una
sovrapposizione di più frames.
Un'altra possibile ipotesi da noi avanzata é che il soggetto ripreso
derivi da un riflesso ottico generatosi su di una superficie riflettente e
chiaramente non escludiamo in alcun modo che questa spiegazione
(unitamente alla precedente) possa a suo modo essere bastevole per
chiudere qui ogni genere di argomentazione.
Tuttavia, il dubbio di trovarsi dinanzi ad un qualcosa di completamente
diverso rimane una possibile alternativa che non scartiamo a priori
soprattutto perché pare che a Greyfriars non sia poi così insolito
catturare qualche strana anomalia.
Dal 1997 in poi, a Greyfriars sono stati registrati alcuni
accadimenti a cui nessuno ha ancora dato una spiegazione.
Diversi team di ricerca si sono succeduti nel cercare di far luce sui
medesimi ma fino ad ora non vi é stato modo di ottenere risposte
convincenti né in un senso né nell'altro.
Negli ultimi tempi il dato più interessante é costituito dai 20 episodi
registrati nell'arco di un solo mese: un cospicuo numero di visitatori
avrebbero accusato qualche piccolo malessere in prossimità di un punto
preciso di Greyfriars e, secondo alcuni, il fatto che gli eventi siano
così localizzati sarebbe sufficiente per escludere la psicosomaticità
degli stessi.
Forse sono affermazioni un po' troppo affrettate dal momento che la
suggestione può giocare brutti scherzi...
Sta di fatto che di Greyfriars si continua a parlare e che il suo nome sia
apparso più volte sulle pagine dei quotidiani locali ed internazionali.
Un ringraziamento in particolare a Brenno che ci ha permesso di mettere a
disposizione di tutti i nostri utenti questo materiale.
© 2002 Brenno;
© 2002
"L'Italia dei Fantasmi".
La foto in questione compare per gentile concessione di Brenno.
Ogni diritto riserva
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