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La casa del conte: uno spettro in frac

 
 

Tra i luoghi che più hanno elettrizzato l’interesse dei “Ghost hunter” e presunti tali – sottoscritto compreso – alcune case che da tempo immemore avevano fama e notorietà, ovviamente inquietante… Località debitamente evitate dai più deboli di cuore e prese di mira  invece dai cultori del sovrannaturale. Come avrete notato, si parla al passato, perché degli edifici di cui ora andremo a narrare non vi è più traccia, essendo stati ricostruiti praticamente per intero. Non sapendo però se ancora oggi è possibile avvertire quell’atmosfera sgradevole e che incuteva uno stato di totale disagio, a suo tempo regnante attorno a queste famigerate
“case stregate”, ne riepiloghiamo la loro sinistra storia, arricchita da alcune agghiaccianti testimonianze.

Con un balzo che ci porta indietro nel tempo, di almeno 15 anni… A dare il via è l’imponente costruzione chiamata “Casa del Conte”, situata alla cima di una piccola collina nei dintorni di Gradara, sul confine tra Marche ed Emilia-Romagna, cittadina che nel Medioevo ebbe una forte espansione sotto lo storico casato dei Malatesta di Rimini. E dove ancora oggi sorge il celebre e bellissimo castello, teatro dellla drammatica storia d’amore tra Paolo e Francesca raccontata da Dante ne La Divina Commedia.
Dopo questo doveroso “preambolo”, veniamo al “Conte” e alla sua enorme abitazione, immersa in un bosco dalla fitta vegetazione e completata da una foresteria adibita ad alloggio per la servitù e da una scuderia. Un edificio chiamato così proprio per il titolo nobiliare del suo proprietario, assente dalla villa da almeno 30 anni e pare deceduto in circostanze misteriose in America Latina, stando alle informazioni raccolte, allo stato di degrado presentato dall’abitazione, alle date scoperte in cantina relative all’ultima vendemmia! Si dice che diverse persone - apparentemente impavide e strenuamente appassionate per i luoghi del “brivido” – abbiano passato ore ed ore cercando ed indagando su questo strano luogo.
La “Casa del Conte”, di tanto in tanto é “visitata” da un elegante “inquilino” in frac
– non si sa se fosse il fantasma del proprietario o chi per lui – un’apparizione che ha gelato il sangue di chi se l’è trovata di fronte.
E proprio una mia conoscente di nome Marina che, una mattina saltata la scuola, decise di fare un salto alla casa in compagnia di un’amica, icuriosita dalla voci che si rincorrevano in merito al Fantasma.
Fu allora  che incontrò appunto l’inqulino in frac e cilindro.
A distanza di più di 15 anni, Marina ricorda nitidamente e racconta:

“La fama della casa la conoscevamo un po’ tutti, ovviamente c’era chi ci credeva e chi invece no, e io mi schieravo dalla parte degli scettici, di coloro che ci andavano per scherzarci sopra e cose del genere. Fino a quella mattina. Attraversammo il bosco, che a dire il vero era la cosa che più mi metteva paura e ci avvicinammo all'abitazione.
Ad un tratto, l'incredibile: mentre stazionavamo nei pressi si presentò dinanzi a noi un uomo che indossava il frac e il cappello – sembrava un maggiordomo d’altri tempi – molto alto e pallidissimo in volto che – cosa ancor più strana! – sembrò non fare caso a me!
Spaventata a morte, fuggii via dando soltanto all’ultimo un’occhiata alle mie spalle, quando mi accorsi che la misteriosa figura non c’era più.
Qualche minuto dopo, parlandone con la mia sbigottita amica, non trovai alcuna spiegazione plausibile che non fosse quella del Fantasma, perché non riesco a capacitarmi ancora oggi cosa ci facesse un individuo in frac in una casa fatiscente come quella e in piena mattina! Da allora alla casa non mi ci sono neanche più avvicinata, anche perché ho imparato a credere alle presenze ultraterrene.”

Chi scrive, avendo saputo dell’incontro tra Marina e il Fantasma con tanto di “livrea”, a suo tempo cercò di saperne di più, recandosi sul luogo e rifacendo lo stesso percorso sia di giorno che di notte.
Secondo quanto ebbi modo di apprendere, in base alle testimonianze dei più informati, lo spettro in frac in passato fu visto nel bagno dello stabile dal quale il “presunto” spettro usciva per aggirarsi poi nei paraggi.
Mentre la mattina era logicamente impolverato e presentava buona parte dei sanitari rotti, la notte lo stesso bagno si presentava lucido e lindo dalla prima all’ultima mattonella, e addirittura provvisto di sanitari nuovi di zecca!

Il sottoscritto, alla pari della protagonista dell’incontro, non è mai riuscito a darsi una risposta, su un fatto di per sé inspiegabile sotto tanti punti di vista.
Un fatto che non ha fatto altro che alimentare ancor più la già inquietante leggenda della Casa del Conte.
Una delle tante “case stregate” che affollano – chissà perché poi – la linea di demarcazione tra le Marche e la Romagna.

 

Ha collaborato:

Alex the ghost outsider

 
 

 
 
 

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