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La ragazza del Parco delle Cesane

 
 

In quella che un tempo era nota come Marca Pesarese è il territorio dell’antico ducato di Urbino, nel quale sorge la Città di Fossombrone, l’antico municipio romano di Forum Sempronii, sovrastata dalla mole imponente dei monti della Cesana (O Cesane), verdeggianti di pini e meta delle gite domenicali dei Forsempronesi e degli urbinati che voglion passare qualche ora a contatto con la natura e il bosco….
22000 ettari di parco demaniale sorvegliati costantemente dalle guardie forestali e dai volontari ambientalisti che vigilano affinché quel prezioso polmone verde non cada vittima di piromani e distratti turisti dal mozzicone facile…
Un bosco nel quale è facile perdersi, un luogo isolato e cupo nel quale, la notte, si muove silenzioso il daino e si possono udire l’ululato del lupo ed il verso del gufo e della civetta. Luogo ideale per nascondersi o nascondere qualcosa, anche un cadavere.
Nella seconda metà degli anni ’80 la tranquilla atmosfera della valle Del Metauro fu scossa da un fatto di una gravità inaudita e sconvolgente per luoghi nel quale il massimo del crimine era poco più del divieto di sosta: la scomparsa di una ragazza, svanita letteralmente nel nulla dopo essere uscita di casa in jeans, ciabatte e giacca del pigiama per aver ricevuto una inaspettata telefonata.
Fu vista salire su una Golf Beige e di lei nessuno seppe più nulla fino a quindici mesi dopo, quando il suo assassino confessò il delitto (avvenuto il giorno stesso della sparizione) e fece ritrovare
il cadavere della poveretta.
Affranti e sconvolti i genitori posero sul luogo in cui i resti mortali della loro cara eran rimasti per più di un anno un cippo commemorativo che per mesi fu oggetto
di un morboso pellegrinaggio da parte di curiosi e sfaccendati…
Poi,come in tutte le vicende umane calò il silenzio e l’oblio su quella tragedia. L’omicida sconta la sua pena in carcere, la gente dimentica o ricorda a malapena.
Fino a che, in una calda estate di alcuni anni dopo, la quiete del bosco delle Cesane viene nuovamente turbata, stavolta dalle sirene dei mezzi antincendio accorsi a domare le fiamme di un incendio doloso.
Solo che qualcuno, forse un volontario, forse un vigile del fuoco, vede qualcosa, o meglio, qualcuno tra il fumo dell’incendio appena spento: una ragazza, una ragazzina al massimo diciottenne, alta e carina, dai capelli scuri, che si avvia lentamente sulla strada taglia fuoco che conduce verso il cuore del bosco.
L’uomo la chiama, le grida “Signorina, dove va??? Stia attenta che è pericoloso” ma la ragazza pare non sentirlo, l’uomo rimane solo (i suoi compagni sono tutti al lavoro per spegnere le ultime faville dell’incendio che covano sotto la cenere) ma le corre dietro per impedire di fare una stupidata.
“Pazza Incosciente, Venga via da lì” ma lei niente, imbocca un sentierino a malapena visibile e sparisce nel fitto dei pini in una macchia che le fiamme non avevano raggiunto.
“Signorina venga via, è pericoloso”... nessuna risposta ancora una volta, il bosco tace, in lontananza la sirena dell’autocisterna dei pompieri suona ancora più lancinante e fastidiosa del solito in quella irreale cappa di quiete.
Per alcuni minuti l’uomo vaga chiamando ad alta voce, forse pensando tra se cose come “Ma guarda te che matta,dove si sarà cacciata???” prima di imbattersi nel suo cercare in una lapide triangolare di marmo grigio. Due date, un nome, una breve frase (di quelle che si scrivono sulle tombe in memoria di qualcuno morto prematuramente) e una foto, quella di una ragazza giovane e carina  che sorride all’obiettivo.
Da allora ogni tanto anche qualcun altro dice di avere incontrato un'adolescente che vaga nei pressi di quello che fu chiamato “il posto della morta” ma nessuno sa di preciso, nessuno vuole dire o raccontare, chi ha visto tace, chi non ha visto alza le spalle e pensa ad altro. Forse mentre una bella ragazza mora cammina, silenziosa, tra i vecchi pini del parco delle Cesane....
 
 

Ha collaborato:

Metal Mike

 

 

 
 
 

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