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Il castello fu costruito, il
dato non é certo, su disegno del Palladio e sorge su di
un'altura fuori del paese.
Realizzato con funzione di residenza estiva dai principi -
vescovi Mandruzzo, fu ricostruito alla fine del '500 facendo
piazza pulita di quella che un tempo era una signorile
fortezza medioevale.
Attualmente, infatti, Castel Nanno risulta essere un palazzo a
pianta quadrata con quattro torri angolari.
Il suo interno, non visitabile, conserva pregevoli affreschi
impreziositi da originali soffitti lignei.
Questo
castello pare sia stato teatro di tristi e violenti
accadimenti: si pensi soltanto agli storici processi alla
streghe ed alle diverse fosche leggende che citano Nanno.
Ma non é di streghe che vi vogliamo parlare in questo Special,
ma di un sfortunato amore che continua a far parlare di sé
ancor oggi.
I signori che abitavano il castello nel Medioevo avevano come
acerrima rivale la famiglia
di Castel Sporo (una fortezza della Val di Non).
I due casati si odiavano a tal punto da respingersi e
ignorarsi anche quando venivano invitati alle signorili feste
che si svolgevano presso altri castelli.
Caso volle che, presso il Castello di Belvesino, si tenesse
una festa alla quale furono invitate entrambe le famiglie
antagoniste.
In rappresentanza del castel di Nanno partecipò la giovane
Melisenda, per il Castel Sporo si presentò tal Ludovico.
Melisenda, quando le fu presentato il giovane, non provò alcun
sentimento d’ostilità ed, anzi, a tavola si ritrovarono ben
presto l'una accanto all'altro.
L'imbarazzo per una così inusuale situazione, in principio,
generò un dialogo smozzicato. Un poco alla volta, la simpatia
di Ludovico, fece crollare tutti i preconcetti di Melisenda ed
i due presero a dialogare vivacemente.
Ma la festa non poteva durare in eterno e così i due dovettero
accomiatarsi. Si salutarono in un modo così gentile ed
affettuoso che le rispettive scorte armate rimasero di stucco.
Trascorse più di un anno da quell'incontro ma né Melisenda, né
Ludovico avevano potuto dimenticare quella splendida giornata
in cui i loro cuori avevano battuto all'unisono.
Un giorno Melisenda lasciò il suo castello per fare una
passeggiata nel bosco vicino: ad un certo punto, presso un
torrente, vide un uomo che procedeva nella sua direzione
accompagnato da un cane.
La
ragazza sentì un tuffo al cuore e gli occhi le brillarono per
la commozione.
Turbata da quella visione, Melisenda si nascose tra i pini.
Era troppo tardi: l'uomo l'aveva già notata ed in breve la
raggiunse.
No, Melisenda non si era sbagliata: era proprio lui, Ludovico!
I due si abbandonarono a tenere carezze e a sguardi languidi.
Il fato li aveva riavvicinati e godevano di quel meraviglioso
momento ignari che il Guercio di Castel Nanno li stava
spiando.
Ben presto il padre di Melisenda fu avvisato e la sua ira fu
incontenibile.
I giovani, colti sul fatto, furono presi e murati vivi in due
piccole nicchie poste sotto la scala maggiore. Era il 2 Maggio
di moltissimi anni fa.
La notte del 3 Maggio, nell'ora esatta in cui i due erano
stati sepolti vivi, si udirono distintamente i lamenti di una
voce maschile e lo struggente pianto di una donna.
Ancora oggi, il ricordo di questi sfortunati ragazzi sembra
essere rimasto imprigionato in questo luogo.
Nelle notti di Maggio, i pianti ed i lamenti riecheggiano
cristallini per Castel Nanno a perenne ricordo di quell'amore
impossibile tragicamente spezzato.
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