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Città

Cannero

Provincia

Novara

Regione

Piemonte

Locazione

Lago Maggiore

Fenomeno

 

Il misterioso esercito dei 500 di Cannero

 
 

Tre piccoli isolotti abbandonati a sé stessi ed immersi nelle acque del Lago Maggiore: difficilmente il turista distratto sosterà un attimo ad interrogarsi su quali drammatiche vicende abbiano coinvolto quelle mura ormai preda del lavorìo inesorabile dei secoli.
Eppure la storia documenta che proprio in questi luoghi si consumarono eventi che, a detta di molti, hanno lasciato tracce tangibili ma sconosciute ed inaccessibili ai più.

LE VICENDE DI CANNERO: Alla fine del XXIII  secolo le condizioni in cui versava il Ducato di Milano non permettevano il controllo delle tirannie locali e la repressione delle lotte fra opposte fazioni. In tutto il territorio imperversavano le avversità fra Guelfi e Ghibellini, dalle quali a trarre vantaggio furono soprattutto signorotti locali e famiglie più combattive di altre. Tra il 1403 e il 1404, approfittando della situazione precaria e delle discordie nell’apparato governativo, la famiglia Mazzardi, alla quale appartenevano 5 fratelli
(detti “Mazzarditi”) invase Cannero, impossessandosi dapprima dei 2 castelli situati su un isolotto di fronte a Cannero (detti della Malaga) ed in seguito del pretorio comunale, facendo strage di Guelfi.
Per parecchi anni i Mazzarditi tennero  a ferro e fuoco tutto il litorale, ma quando Filippo Maria Visconti divenne duca di Milano inviò un esercito di 500 uomini, capitanati dal condottiero Giovanni Lonati, per sconfiggere i Mazzarditi.
Il castello di Traffiume, in loro possesso, fu subito espugnato, così come il palazzo di città; iniziò poi l'assedio del castello Malpaga dell'isola.
Nell'anno 1414, circondati da ogni parte e stremati dalla mancanza di vettovagliamento, i Mazzarditi si arresero e vennero cacciati da Cannero, per farvi ritorno, graziati dal Duca di Milano, nel 1421. Nel 1441
Nel 1441 le isole divennero proprietà dei Borromeo, concesse dal duca Filippo Maria al conte Vitaliano I figlio di Filippo I Borromeo e Franceschina Visconti.
Il conte Lodovico Borromeo, nel 1519, fece edificare sulle rovine delle isole una rocca fortificata, denominandola "Vitaliana", in onore della famiglia padovana capostipite dei Borromeo.
Nel 1526 la costruzione della Vitaliana fu terminata; alla morte di Ludovico, il 5 ottobre del 1527, i castelli vennero ereditati dai figli, ma a causa della cattiva amministrazione della proprietà da parte degli eredi e essendo la rocca, data la sua posizione vicina alla riva, un facile bersaglio in caso di attacco, la Vitaliana iniziò a decadere e divenne dapprima asilo per contrabbandieri, rifugio di pescatori e perfino luogo in cui venivano falsificate monete. Nel 1645 i Borromeo pensarono di abbellire i giardini che circondavano la rocca, ma i lavori non presero mai il via, anche il progetto di migliorare il porto fu abbandonato. Oggi su quei tre isolotti esistono solo le rovine della fortezza.
(A lato: immagine tratta da "Scenari", foto di G.Motta)

PRESENZE A CANNERO??: Di questo luogo fiabesco si parla da diverso tempo:
sono in molti ad essersi interessati ai presunti fenomeni straordinari che si verificherebbero tra queste vecchie mura.
Gli stessi Fenoglio nella loro valida guida, riferiscono di spettri quasi aeriformi, in moto perpetuo, sempre all'erta come sentinelle.
Secondo tali testimonianze, si udirebbero esclamazioni furiose che farebbero da preambolo ad una vera e propria battaglia tra antichi guerrieri.
Nella moltitudine di suoni prodotti durante il fenomeno, sopra a tutti sarebbe distinguibile nitidamente il cozzare metallico delle lame.
In base a queste annotazioni, il tutto null'altro sarebbe che la riproposizione
(a distanza di secoli) dell'assedio perpetrato dai 500 armigeri agli ordini della celebre famiglia Visconti.
Non sono disponibili testimonianze recenti e questo contribuisce notevolmente a gettare ancor più un'ombra di mistero sull'intera vicenda.
Il sistema fortificato di Cannero é forse destinato a rimanere ancora a lungo un mistero in questo senso ma una cosa é certa:
il fascino di questo luogo immerso nelle acque del Lago Maggiore basta ed avanza per far sognare e rivivere, almeno con la fantasia, le antiche gesta di quel manipolo di impavidi soldati.

(In
alto: immagine tratta da "Scenari", foto di G.Gnemmi)

PER APPROFONDIRE:

Per coloro i quali avessero desiderio di riscoprire la storia di questi luoghi, vi indichiamo ben volentieri alcune opere.
Siamo certi che attraverso la loro lettura avrete modo di soddisfare ogni vostra curiosità.

  • Lazzarini A., Castelli sull'acqua, in "Scenari", anno II n°6, Aprile 1990.
  • Frigerio P. - Pisoni P., Dalla Malpaga alla Vitaliana, Novara, a cura della Camera di Commercio.
  • Romagnoli M., Cannero e suoi Castelli, Villasanta (Mi), Ripamonti, 1992.
     
 

Ha collaborato:

Anna - Staff
 
 

 
 
 

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