| |
|
Città |
|
 |
Castello
di Sirmione |
|
|
|
|
Il castello edificato
da Cangrande della Scala alla fine del XIV secolo sarebbe abitato da
un certo Ebengardo.
Si racconta infatti che Ebengardo vivesse tra le mura del maniero
felicemente sposato con Arice, donna non certo priva di fascino.
Di tale bellezza si accorse un certo Elalberto, marchese di
Feltrino: costui si presentò al ponte levatoio chiedendo
ospitalità per la notte, senza dare ad intendere quali fossero i
suoi loschi piani.
Accolto a corte, Elalberto, durante la notte, fece irruzione nella
stanza di Arice.
Costei si difese dalla bruta aggressione con ogni mezzo e fu così
che il losco individuo, mosso dall'ira, pugnalò a morte la donna.
Nella stanza giunse anche Ebengardo ma non poté far altro che
constatare l'assassinio ormai consumato: con il medesimo pugnale che
gli aveva portato via la amata moglie, cercò vendetta e la trovò.
Secondo alcune testimonianze, Ebengardo vagherebbe ancora per le
mura del castello chiamando a gran voce il suo perduto amore.
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
Città |
|
 |
Quartiere Costalunga |
|
|
|
|
In un
quartiere della periferia di Brescia chiamato Costalunga si dice
vi sia un'abitazione dove durante la guerra vi si nascose una
signora che aveva perso marito e figli in azione. Alla fine
della guerra andarono a vedere se la signora era ancora viva
ma, quando bussarono non sentirono risposta.
Fu così che decisero di forzare la porta e si accorsero che la
porta era chiusa dall' interno. Trovarono tutto in ordine,
persino la tavola era apparecchiata, ma della signora nessuna
traccia. L'abitazione inoltre presentava una miriade di cunicoli
per nascondersi in caso di pericolo: le ricerche furono
effettuate anche in questi condotti segreti ma neanche
attraversando quest'ultimi si trovò traccia della persona.
"- Se questa storia sia vera o la classica leggenda
metropolitana non saprei dire (dice BRUNO) ma posso
assicurare che nella zona in cui dicono che sorgesse
questa abitazione qualcosa di strano accade-".
Infatti, con un mio amico, una volta mi trovai a percorrere a
bordo del mio motorino
proprio quella zona e all'improvviso
sentimmo uno strano verso simile ad un stridio e,
sia io che il
mio amico vedemmo con la coda dell' occhio, nel campo alla
nostra destra,
un qualcosa di scuro che si muoveva talmente
veloce da superare il motorino.
Non si trattava di un'ombra
perché sia a me che al mio amico diede l'impressione
di essere
qualcosa di "consistente".
Inutile dire che quando ci siamo girati nel campo non c'era
nulla.
Un'altra volta mi recai in quel luogo con altri tre
amici, e anche in quella circostanza accaddero cose strane.
Portai lì quelle persone raccontando proprio la storia di
questa abitazione e con la speranza di vedere qualcosa. Dopo
circa dieci minuti trascorsi
sul posto già non pensavamo
più al motivo della nostra visita ed avevamo iniziato a chiacchierare
del più e del meno rimanendo seduti sul muretto di quella
stradina.
Dopo un po' decidemmo di andare via. Non eravamo
saliti ancora tutti in macchina che l'amico alla guida si girò
alla sua sinistra e disse: "- Ma cosa fa Walter là in
fondo?-".
Io risposi che ero in macchina e lui si girò di scatto
verso di me e poi ricontrollò fuori dove non vide nessuno,
allora spaventato disse: "- Andiamo via subito - " e
mentre facevamo manovra per poter girare la macchina scattò,
senza che nessuno toccasse niente, la chiusura centralizzata
della macchina.
Vi ripeto che sinceramente: non so se la storia
di questa abitazione sia frutto
della fantasia popolare ma so
che quello che vi ho raccontato é accaduto realmente."
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
Città |
|
 |
S.Giuseppe |
|
|
|
|
|
In data 29
Dicembre 1999 alle ore 05.20 della mattina, sulle autostrade
italiane diversi automobilisti furono partecipi di un evento
piuttosto particolare.
Una ragazza bionda venne travolta in corrispondenza dello
svincolo autostradale di San Pelagio in direzione Venezia.
Il fatto strano é che la stessa ragazza fu vista nel medesimo
tragico istante, in tre luoghi diversi distanti tra loro circa
100 kms da sei diverse persone: all'altezza dello svincolo di
San Martino (sulla A1, Parma), all'altezza dello svincolo di
San Giuseppe (sulla A1,Brescia) e all'altezza dello svincolo
di San Pelagio (sulla A13, Padova).
L'incidente fu riportato dalla cronaca locale.
Alla povera sventurata rimasta ignota venne dato il nome di
Melissa
(prendendo spunto dalla radice contro l'insonnia) ma i
guidatori affermarono di non essere stati vittime di un colpo
di sonno e fornirono precise ed attendibili testimonianze.
Il caso é stato ampiamente analizzato da un sito molto
interessante a cui vi rimandiamo:
MELISSA, PROIEZIONI MENTALI.
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
Città |
|
 |
Località imprecisata |
|
|
|
|
Anche Brescia ha la
sua abitazione "particolare".
Vi proponiamo il racconto del proprietario di questa dimora del
1600:
"Abitiamo in una casa a tre piani del 1600 era una domenica
pomeriggio e io e mia
moglie eravamo soli in casa a guardare la
televisione.
Sembrava una normalissima e noiosa domenica ma qualcosa
ci ha sconvolto e
mentre vi scrivo ho ancora la pelle d'oca.
Premetto che abbiamo un gatto tutto nero e, come tutti sappiamo,
questi felini sono
molto sensibili a certi fenomeni.
Il televisore si trova vicino ad una porta che si affaccia sulla
scala che porta ai piani superiori.
E' qui che si svolge la vicenda di cui desidero parlarvi: ad un
certo punto sentimmo qualcuno correre giù dalle scale!
Non oso dirvi quello che ho provato in quel momento ma mi sono
sentito gelare
il sangue nelle vene.
Ho pensato: <<Oddio, ci sono i ladri!!>>.
Sono corso su per le scale con un coltello in mano mentre mia
moglie, rimasta vicina alla porta, era pronta a chiamare il 113 con
il cellulare.
Mentre percorrevo le scale ho trovato il gatto con tutto il pelo
arruffato che fissava il vuoto. Mi sono spaventato ancora di più
ma, pur avendo cercato in ogni angolo della casa,
non ho trovato
nessuno.
Ancora oggi che racconto questa esperienza, sento distintamente quei
passi che corrono giù dalle scale e la sensazione di vedersi
qualcuno di fronte, ma chi??".
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
Città |
|
 |
Località imprecisata |
|
|
|
|
La segnalazione in questione pare realmente interessante e, per motivi
di riservatezza, abbiamo volutamente omesso il luogo ove si svolse la
vicenda.
Lungo
una strada della provincia di Brescia, un utente del nostro sito
afferma di essere stato al centro di un episodio a dir poco
sconcertante. Ecco il suo racconto:
"Per anni non ho avuto il coraggio di raccontare quello che mi
è accaduto una notte di
circa otto anni fa.
Forse perché preferivo dimenticare, per non credere di aver vissuto
quell'esperienza
che mi ha segnato profondamente.
Era il classico scenario da incubi, con nebbia fitta e pioggerella
fine, da tipico inverno padano.
Era sabato, metà dicembre, stavo percorrendo a velocità
francamente eccessiva
(come facevo di solito, se ero solo) (voi non
fatelo mai, ci raccomandiamo! n.d.r.) la
stretta stradina che
collega due comuni di provincia, per far ritorno a casa dopo aver
riaccompagnato la mia ragazza.
Ero solo in auto, la radio accesa per farmi compagnia ed evitare che
la stanchezza
ed il sonno prendessero il sopravvento.
Conoscevo bene la strada, ogni curva, ogni piccola buca nel manto
dell'asfalto, l'avrò percorsa migliaia di volte prima, mai più
dopo...
Ad un tratto la strada, provenendo da un lungo rettilineo, svolta
bruscamente e pericolosamente verso sinistra, per evitare i ruderi
di quello che era un cascinale, ormai abbandonato da decenni, per
poi ritornare diritta.
So che c'è la curva, mi preparo ad affrontarla, freno
energicamente, pregusto il
piacere del motore che romba dopo la
curva, quando il sangue mi si gela nelle vene.
Ancora adesso che digito sulla tastiera ho la pelle d'oca sul
collo...
un grido femminile straziante, acuto, mi trafigge l'orecchio
destro!!!
Insiste per circa due, tre secondi, per poi lasciare il
posto a rumori di vetri in frantumi, metalli e poi un tonfo sordo.
Immaginate la mia reazione, sono sotto shock, é un incidente, ma
chi l'ha fatto?
Cosa l'ha provocato? DOV'E'???
Inchiodo l'auto, scendo, barcollo ancora in preda al
"colpo" subito.
Ma sono solo in mezzo alla strada, accanto a me l'auto che borbotta,
non si sente
nulla... i fari che fendono la nebbia non inquadrano
niente e nessuno.
"Chi c'è???", "Che cosa c'è???", "Cosa è
successo???", "Che scherzo è???" grido,
ma non
risponde nessuno...
Confesso che in preda al panico sono risalito in macchina ed a
velocità supersonica sono tornato a casa, terrorizzato,
ripromettendo a me stesso di non rifare mai più
quella strada!
Non ho dormito per giorni, svegliato da quell'urlo nell'orecchi
destro.
Non avevo il coraggio di parlarne a nessuno, chi mi poteva credere?
Ma era accaduto...
Poi, ma a distanza di un mese abbondante, forse stanco dalle notti
bianche,
ho rifatto quella strada, di giorno, in pieno sole, e con
un amico, a cui però non ho raccontato nulla dell'accaduto.
Ci siamo avvicinato al ciglio della strada, dove avevo fermato la
macchina quella notte.
Fingendo di dare un occhiata al cascinale diroccato che c'é oltre
la curva, mi sono
avvicinato al muro che "guarda" la
strada.
L'amico intanto mi guardava incuriosito.
Poi, abbassato lo sguardo alla base del muro in mattoni, gli occhi
mi si sono riempiti di lacrime, mi tremavano le gambe.
Lì per terra, un po' coperta dalle foglie cadute e un po' nascosta
dai calcinacci,
c'é una croce di marmo che ricorda due vittime
della strada, morti in quella curva il lontano 15-01-58.
Non mi sono mai spiegato la cosa, era un avvertimento per me,
abituato a
correre in auto?
Era solo una coincidenza?
Sarò stato l'unico ad avere una simile "avventura"?
Da quel giorno, comunque, l'urlo non l'ho più sentito".
|
|
|
|
|
|
|
|