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Alle spalle di
Roma, in un paesaggio da cartolina, tra il verde delle colline e
l’azzurro del lago, si trova il Castello di Bracciano.
Appartenente in origine ai Prefetti di Vico, nel 1419 fu concesso
dall’autorità pontificia alla Famiglia Orsini (a cui si deve
l’attuale costruzione) ed, in seguito, fu venduto alla Famiglia
Odescalchi.
Il castello, meravigliosamente conservato, pare vivo e impregnato
dei secoli di storie di vita, trionfi e sconfitte, piccoli e
grandi, che ha ospitato.
Di particolare interesse e’ la sala di
Isabella De Medici. Era una donna
dal temperamento piuttosto focoso: si narra che, durante alcune feste
sfarzose, adorasse presentarsi vestita di soli veli per sottolineare così
la bellezza del suo corpo.
Nella sua stanza ancora oggi e’ situato il baldacchino dove si
intratteneva con i suoi amanti. Dopo una sola notte d’amore, Isabella li
invitava ad entrare in una porta che conduceva ad un salottino, con la
promessa che li avrebbe raggiunti dopo essersi vestita.
In realtà, l’apertura si apriva su un buio e stretto corridoio, e gli
incauti compagni di Isabella, passando di lì, non potevano in nessun modo
vedere la botola aperta nel pavimento, che li faceva precipitare in un
pozzo a rasoio.
Il corpo martoriato, alla fine della caduta, giungeva in mezzo alla calce
viva, che provvedeva a dissolvere i resti. Il trabocchetto viene ancor
oggi mostrato ai visitatori del castello, benché il pozzo sia stato
murato.
Il marito della donna, Paolo Giordano Orsini, consapevole dei suoi
tradimenti e invaghito di un’altra, un giorno si nascose in chiesa e
ascoltò le sue confessioni. La sera stessa organizzò una cena regale per
loro due soli, invitò poi la moglie a letto, e lì la strangolò con un
nastrino di seta rossa.
La presenza della giovane donna ancor oggi si avverte forte, soprattutto
nelle stanze dove lei metteva in atto i suoi misfatti, e appare inoltre
lungo le sponde del lago, perfettamente materializzata, indossando un
abito del '500 il cui strascico tiene sollevato con la mano sinistra.
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