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L'imperante
progresso
scientifico e il
miglioramento
incessante dei
software che si
succedono senza
alcuna soluzione
di continuità,
hanno consentito
il determinarsi di
due fenomeni tra
loro antitetici:
-
La possibilità,
per chiunque
disponga di un
minimo di
conoscenze
informatiche, di
generare
artificialmente un
qualsiasi
documento
video-fotografico
attestante la
presenza di un
fenomeno
apparizionale;
-
La facoltà, in
capo al
ricercatore, di
adottare gli
strumenti
informatici per
un'analisi
strutturale dei
reperti volta ad
accertarne la
natura e la
consistenza
fisica.
Se da un lato,
dunque, negli
ultimi anni si è
verificato un
crescere
esponenziale di
nuovi casi creati
a tavolino,
dall'altro si sono
moltiplicati i
mezzi per
invalidare le
ipotesi di
possibile natura
atipica degli
elementi
analizzati laddove
il materiale
sottoposto ad
indagine
conoscitiva denoti
elementi di chiara
origine
artificiale.
L'utilizzo di
sempre più evoluti
sistemi
informatici ha
consentito ai
parapsicologi di
avvalersi di
strumentazione
forense utilizzata
nell'ambito
militare,
aerospaziale e
biomedico.
Analisi termiche e
spettrografiche
hanno consentito
di recente non
solo di fare
chiarezza in
merito a presunti
extra fotografici
di nuova
emersione, ma
hanno permesso di
riaprire numerosi
casi molto datati
con risultati a
dir poco
incredibili.
A tutto questo si
aggiunga che
l'utilizzo di
applicazioni per
la comparazione
antropometrica
hanno apportato
ulteriori margini
di certezza nelle
indagini in cui:
-
ll presunto extra
fotografico sia
additato quale
persona nota ed
ormai scomparsa;
-
Il presunto extra
fotografico sia
indicato come
soggetto ignoto
(in tali evenienze
le sorprese più
eclatanti si sono
registrate
mediante
l'avvenuta
comprova di
travisamenti
adottati con
modalità
fraudolente per i
più svariati
fini).
Quanti ritengano
che la
parapsicologia
consista in una
sorta di
disciplina volta
alla validazione
di qualsiasi tipo
di fenomeno
inconsueto,
rimarrà di fatto
deluso
nell'apprendere
che le indagini
scrupolose poste
in essere dai
ricercatori mirano
innanzitutto a far
piazza pulita di
tutte quelle
considerazioni
razionali che
solitamente
l'essere umano si
pone.
Il cammino della
conoscenza e della
comprensione
prende spunto, in
ambito
parapsicologico,
dalla precisa
volontà di
addivenire a
certezze assolute
o, per lo meno,
all'accostarsi
quanto più
possibile a
margini in cui il
dubbio sia ridotto
ai minimi termini.
E' così che,
grazie all'impegno
di studiosi
animati da uno
sano scetticismo
costruttivo, la
parapsicologia
procede sempre più
su rigorosi binari
tracciati da
altrettanto
rigorosi
protocolli
scientifici.
Sarebbero
innumerevoli le
considerazioni e
gli aneddoti da
riportare in
questo ambito.
Di seguito
affronteremo un
caso concreto di
"falso
fotografico" che,
nato quale burla,
si è diffuso in
maniera
incontrollabile
sfruttando canali
quali la
pubblicizzazione
in portali poco
seri e la posta
elettronica.
In tale ambito
esemplificativo,
vi daremo modo di
seguire e di
apprendere da
vicino come si
possa architettare
un caso di "no
sight" di portata
mondiale e, ci
auguriamo, vi
daremo da
intendere quale
sia lo sdegno che
l'ambiente
parapsicologico
prova dinanzi a
siffatti
accadimenti.
Il caso
Sundarbans
Non più di qualche
anno fa, la rete
fu scossa da una
notizia che fu
causa di
apprensione per
migliaia di
persone.
Solamente noi de
L'Italia dei
Fantasmi ricevemmo
centinaia di
richiesti di
chiarimenti e
delucidazioni.
Il caso in
questione
consisteva in una
immagine dal forte
impatto visivo
alla quale era
associato un testo
che
originariamente
circolava in
lingua inglese e
che, nel corso
della sua
capillare
diffusione a mezzo
e-mail, venne
tradotto da
qualche buona
anima anche in
italiano.
Il testo
originario così
recitava:
Subject: Fw: Read
before u view the
picture - Believe
it not
The guy in the
photo went to the
Sundarbans with
his friends and he
asked 1 of his
friends to take
his picture in
that very place.
While his friend
was taking the
picture he
screamed and
fainted, 2 days
later he died in
the medical
college.
Doctors said he
died because of
heart attack.
When the photos
were exposed, in
the last photo
there was a lady
standing right
beside him though
friends claim that
he was standing
alone.
Many people
said it is a rumor
and the picture is
the result of the
blessings of
latest technology.
However, the photo
itself is very
scary and I'm sure
you'll also feel
the same way I've
felt. Here you go
with the photo!!!
A navy officer
sent this letter
to 13 people and
he was promoted..
A business man
received this
letter and threw
it away..not
believing in it..
and he lost
everything he had
within 13 days..
It reached a
labourer and he
distributed it to
13 people.. he was
promoted and all
his problems were
solved within 13
days..
So you must
send this e mail
to 13 people for
something good to
happen to you so
people..get
sending !! :) don't
be lazy..
P/S : Do not
send back to the
person who send
this to you!!!

Come si può
intuire, il testo
contenuto nella
e-mail era tutt'altro
che ben auspicante
in quanto narrava
che il ragazzo
ritratto nella
foto si era recato
a Sundarbans con
degli amici ed
aveva chiesto ad
uno di loro di
immortalarlo in
uno scatto
fotografico.
La fotografia
risultò fatale: il
giovane ritratto,
dopo aver cacciato
un urlo, svenne
e, in seguito,
morì per cause
riconducibili ad
un infarto
cardiaco.
Gli amici
affermarono che lo
strano extra,
ritraente
un'inquietante
sagoma femminile,
avrebbe fatto
capolino solo
successivamente
allo sviluppo
della pellicola.
Infine la consueta
preghiera di
diffusione che
assume le
sembianze di una
minaccia ormai
nota: coloro che
avrebbero fatto
circolare il
documento
avrebbero goduto
dei favori del
fato; quelli che,
al contrario,
avessero cestinato
l'e-mail sarebbero
andati incontro a
sventure
imprevedibili.
Sebbene il testo
presentasse un
chiaro cenno al
fatto che secondo
alcuni la foto
consistesse in un
"fake", ossia in
uno scherzo
operato mediante
l'utilizzo di
software grafici,
il caso assunse
proporzioni
inaudite e fece il
giro del mondo.
L'immagine della
presunta donna
fantasma é ben
realizzata ed ha
un forte impatto
visivo tale da
poter indurre
inquietudine nel
soggetto più
incline a
lasciarsi
suggestionare.
Il nostro Staff
operò alcuni
approfondimenti
volti a dimostrare
che l'anomala
presenza non
rappresentava
affatto un
fenomeno
apparizionale e
che, ad un'attenta
analisi,
l'immagine
assumeva la
connotazione di un
falso creato
dall'opera
dell'uomo.
A seguire vi
proponiamo alcune
elaborazioni della
stessa immagine da
cui si possono
evincere diversi
dettagli non
visibili in prima
battuta.

Una prima analisi
spettrofotocromatica
evidenzia delle
anomalie di
estremo interesse:
il corpo del
presunto fantasma
femminile,
evidenziato in
azzurro per la
quasi sua
interezza,
presenta degli
elementi spuri di
color rosso ed
altri di colore
blu scuro.
Il sentore che si
tratti di una
elaborazione
elettronica assume
sin da subito una
certa consistenza.
 
L'applicazione di
un ulteriore
filtro cromatico
che esalti i bordi
degli elementi
contenuti nella
foto, evidenzia un
eccessivo
inspessimento del
volto del presunto
fantasma.
Si notino i tratti
fin troppo marcati
del contorno occhi
che, nel contesto
del volto,
assumono una
colorazione
rossastra simile a
quella facente
riferimento ai
lunghi capelli.
Inoltre i bordi
della manica
destra del
presunto extra
appaiono fin
troppo spessi
rispetto al resto
del diafano abito.

L'applicazione di
un filtro "emboss"
che esalti i
rilievi degli
elementi
fotografici, già
mediante
l'utilizzo di
parametri meno
invasivi, fa
emergere una
figura
tridimensionale
molto simile al
ragazzo ritratto
nell'immagine.
Si può pertanto
affermare che il
caso Sundarbans
rappresenta
senz'ombra di
dubbio un falso
digitale per la
produzione del
quale è stata
utilizzata una
modella
consenziente allo
scherzo.
Tra l'altro, lo
stesso identico
volto femminile
era già noto ai
ricercatori per
l'essere stato al
centro di un
ulteriore caso
fotografico di
chiara natura
fraudolenta.
Il nostro Staff,
interpellato in
proposito da
centinaia di
utenti di ogni
età, si è attivato
sin da subito per
fare chiarezza e
per diffondere a
chiare lettere il
senso di rabbia
provato dinanzi ad
un simile episodio
che, pur
costituendo uno
scherzo, sottrae
ingiustamente
tempo e
credibilità a chi
studia con
passione la
materia.
Credibilità che,
ci auguriamo, di
aver rinvigorito
anche a fronte di
una indagine
invalidante come
quella presentata
in questa sede e
che non
rappresenta certo
un unicum per
quanto a noi
attiene.
Allo stesso tempo
ribadiamo quello
che da anni
andiamo
affermando, ovvero
la necessità di
essere sempre
pronti ad
approfondire ogni
evidenza, sia
fotografica, sia
di altra natura.
Pertanto, ogni
sforzo operato in
questo particolare
ambito non risulta
mai vano ma bensì
costituisce un
terreno di scontro
sul quale
misurarsi
quotidianamente
per una sempre
maggior
comprensione di
questi fenomeni
che, per molti
versi, pongono
ancora diversi
interrogativi.
In particolare, il
caso Sundarbans
dimostra la
necessità di
disporre di
strumenti di
indagine sempre
più perfezionati
e, come se non
fosse già
sufficientemente
chiaro di
avvalersi di una
mentalità pronta a
far proprio
qualunque
risultato alla
quale essa
pervenga. Inclusi,
purtroppo, i falsi
d'autore...
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