Una finestra spalancata sul mondo dei Fantasmi italiani


 
 

Credere o no?

 
Le origini di una credenza millenaria
 

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I Fantasmi nella letteratura    
 

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Burle, leggende urbane e truffe
 
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Il tema delle apparizioni ha da sempre un grande impatto sulla collettività.
Il suo lato oscuro ed insondabile é terreno fertile sul quale la fantasia popolare attecchisce con sorprendente facilità alimentando le più disparate leggende.
In ragione di questa peculiare caratteristica, facendo leva sull'innata propensione di ciuascuno di noi a lasciarsi sedurre da ogni stuzzicante informazione
che esca dagli schemi della logica comune, il Fantasma diviene spesso il protagonista indiscusso di burle sapientemente architettate, dicerie e, nella peggiore delle ipotesi, di truffe.
Ogni castello che si rispetti non può non disporre di una secolare presenza, al pari dei più moderni negozi, hotels e ristoranti.

Chi studia da vicino questo genere di fenomeni, sulle prime non può che rimaner stupito: non vi è luogo in cui non si verifichino o si siano verificati fenomeni anomali.
Ma ciò che ancor più lascia attoniti é la moltitudine degli accadimenti atipici presunti tali che, in ogni dove, fanno capolino. Un rincorrersi incessante di proclami e testimonianze.

Si perviene, così, ad una contraddizione in termini: la caratteristica principe dello spettro, inteso come evento infrequente, viene svuotata di ogni significato per giungere a quella che potremmo definire la "normalità dell'eccezionale".

Spesso il Fantasma incarna il desiderio di evadere da tutto ciò che ha a che fare con il quotidiano.

Fino a non molti decenni fa, quando ancora non esisteva la televisione e la vita era decisamente più semplice, le famiglie si riunivano dinanzi al focolare e trascorrevano le serate in amabili conversazioni: era in quelle occasioni che prendevano vita gli spettri più inquietanti, partoriti al chiaror di un lume.
Racconti che sapevano suscitare emozioni tali da garantire il perdurare del Fantasma nel tempo: di generazione in generazione, quel "sentito dire" arricchito di bocca in bocca dei più singolari dettagli, é giunto con mal celata morbosità fino ai nostri giorni nei quali disponiamo di ben altri antidoti contro la noia.
Erano tempi nei quali la morale, soprattutto quella religiosa, era molto più radicata e, pertanto, la narrazione di singolari apparizioni veniva interpretata quasi necessariamente come una premonizione, come un messaggio denso di significati etici tutti da interpretare e da adattare al caso di specie. L'atipicità dell'accadimento costringeva gli uditori ad operare un serio esame di coscienza, richiamava la necessità di un'intima riflessione. Il Fantasma raramente veniva impregnato di una qualche  accezione positiva e lasciava campo aperto alla negatività legata del suo manifestarsi.
Oggi, la percezione sociale dello Spettro è profondamente mutata: se da un lato  continua ad incuriosire e ad inquietare, di contro é altrettanto innegabile che lo scetticismo costruttivo ha sgomberato la strada da molte incertezze, ha diradato le nebbie dell'ignoranza ed ha inflitto un duro colpo alla credenza popolare.

Fantasmi e leggende: il Fantasma, nel suo ambito leggendario, é patrimonio culturale da salvaguardare con ogni mezzo.
Basti pensare che non vi é regione d'Italia che non possa annoverare il proprio racconto popolare in cui, a fare da protagonista, sono proprio questi esseri eterei.
Spesso, addirittura, la stessa leggenda viene trasferita da una regione all'altra con adattamenti impercettibili: é, ad esempio,  il caso delle
"Andade", della "Processione infernale", della "Caccia infernale", della "Caccia selvaggia" e via dicendo: riunioni di anime dannate che si darebbero appuntamento per terrorizzare i viventi lungo le vie rionali, i boschi o le valli.
Questo assembramento errabondo di spiriti, che ritroviamo identico addirittura all'estero (in Galizia, ad esempio) è costituito da almeno cinque distinte figure, ciascuna recante rispettivamente: la Croce, lo stendardo, il paiolo con l'acqua benedetta, la lampada per il viaggio e la campanella. Quasi immancabile è la presenza di uno zoppo, figura che rende ancora più spaventosa la leggendaria congrega.
Ogni anima porta con sé una torcia accesa la cui fiamma eterna sfida le correnti gelide che dai monti scendono in pianura. A ben guardare, però, l'incauto che abbia ad incrociare la processione, noterà delle ossa umane sulla cui estremità danza il fuoco.
La comitiva, poi, è dotata (a seconda dei luoghi) del dono dell'invisibilità benché si possa riconoscere la sua presenza dall'odore della cera delle lucerne e dal freddo gelido che lascia dietro di sé.
Chiaramente coloro che si avventurino di notte lungo i sentieri battuti dalla processione, dovranno usare estrema cautela: le mani ben chiuse per evitare che una di queste anime possa passar loro una delle torce, annettendolo alla processione. In caso di avvistamento, pertanto, vi é una sola cosa da fare: fuggire a più non posso.
Il gruppo é sempre guidato da una persona viva recante nella mano destra la Croce: é la prima persona che le anime hanno incontrato nel loro cammino obbligandola a prendere parte al corteo.
Lo sventurato non dovrà mai voltarsi indietro e si potrà liberare solamente quando sarà in grado di cedere la torcia ad altra persona vivente ovvero quando riuscirà ad attaccare al collo di un cane gli attributi che le anime gli hanno conferito.
Ma la "Santa Compagnia" non é sempre così terrificante: sa piacevolmente allettare la gente organizzando feste grandiose e ricchi banchetti, conclusi i quali invita i partecipanti ad unirsi al gruppo. E' così che, qualora si decidesse di prendere parte ai festeggiamenti, sarà opportuno avere nella propria tasca del pane in modo tale da evitare gli alimenti proposti dalla congrega.
In alcune regioni il folklore vuole che i rami di ulivo benedetto, distribuiti nel giorno della Domenica delle Palme, siano oggetti molto efficaci per tenere a distanza queste anime spaventose.
Se poi la comitiva dovesse avvicinarsi ad una determinata persona, il significato é chiaro: la morte sopraggiungerà presto. Fortuna vuole che, in questo caso specifico, esistano pratiche ben precise atte a liberarsi da tale presagio.
Al di là di cotanta sventura distribuita in ogni dove, ecco presentarsi l'ingrediente positivo che spesso fa da corollario alle leggende più cupe: in alcuni casi, queste processioni svolgono un vero e proprio servizio a favore della stessa comunità che sono solite spaventare. Questi spiriti, ad esempio, se evocati di notte e nei dintorni di una chiesa, possono curare le più penose malattie che neppure i migliori medici sono stati in grado di debellare.
Ma nel folklore italiano, é doveroso sottolinearlo, é rinvenibile un ben altro tipo di corteo spiritico ove le anime, ben lungi dal terrorizzare la gente, si intrattengono lungo i campi e prestano aiuto ai contadini.
Ma da dove scaturiscono leggende così colorite? Il Fantasma si può reperire essenzialmente in queste fonti:

  • fonti orali quali: leggende, proverbi, detti, fiabe;

  • tradizioni folkloristiche disgiunte da un contesto religioso;

  • tradizioni folkloristiche con profonde connotazioni religiose;

  • toponomastica;

  • letteratura popolare;

  • fatti di cronaca di carattere generalmente locale o localizzabile.

Analizzando queste fonti, si evidenzia che l'affermarsi di una determinata tradizione varia notevolmente in ragione delle modificazioni storico - culturali regionali.
Le aree geografiche nelle quali le leggende prendono vita sono dunque essenziali e valgono ad affermare un determinato tipo di Fantasma rispetto ad altri: nelle località in cui, ad esempio, é possibile rinvenire una fitta vegetazione, sarà notevolmente facile reperire uno spettro che si aggiri per i boschi e che, magari, sia strettamente connesso con l'attività venatoria del luogo.
Lo stesso principio vale per le aree site in prossimità del mare o dei corsi d'acqua: gli spettri emergono dalle acque per terrorizzare gli umili e volonterosi pescatori nelle cui reti rimangono impigliate le più inenarrabili paure.
Il Fantasma, inoltre, può essere connesso con qualche fatto o personaggio storico indissolubilmente legato al luogo dove la narrazione si é diffusa: i campi di battaglia presentano spesso armate spettrali ancora belligeranti; alternati a casi interessantissimi, vi sono campi di battaglia (i più) ove fortunatamente un silenzio rassicurante non viene più interrotto dagli strepiti e dal fragore di antichi scontri.

Il Fantasma come strumento di salvezza: la presenza della figura spettrale nell'immaginario collettivo é servita (e serve) talvolta come vero e proprio strumento di salvezza.
Ai tempi della seconda guerra mondiale, spinti dalla disperazione, dal razionamento e dalle carte annonarie, diverse famiglie tennero fittiziamente in vita il parente deceduto e si sfamarono più del dovuto grazie allo spettro domestico.
Più concretamente, il Fantasma si materializzava allorché le abitazioni erano requisite dai soldati tedeschi.
Era quasi impossibile ottenere la derequisizione rivolgendosi al comando e così ecco che l'ingegno finiva con il creare una scomoda presenza utile a far cambiare parere ai militari occupanti: le testimonianze parlano di gatti lasciati chiusi nelle soffitte senza cibo. I rumori provocati dalle bestiole venivano ricondotti ad inquietanti spiriti e, con un pizzico di fortuna, la casa rientrava nel possesso dei legittimi proprietari.

Il Fantasma come strumento di frode: lo spettro viene però utilizzato anche per scopi ben diversi: nei pressi della cittadina rumena di Lubosi, un terrificante Fantasma si aggirava per le rovine di un antico castello turco e tanto bastava per tenere alla larga da quelle mura i più curiosi. Furono tre temerari inglesi a scoprire la verità e a far arrestare il bandito Stalenkovic che, braccato dai gendarmi per una serie di rapine e ricatti, si era rifugiato nel castello.
Ma frodi simili sono rinvenibili anche nel Bel Paese. A Parma, molti anni fa, gli "spiriti" saccheggiarono l'appartamento del custode del cimitero, portandogli via ogni avere e lasciandogli un consolatorio biglietto di saluti contenente la promessa che sarebbero tornati a fargli visita.
Presso Camogli, invece, esisteva un castello disabitato da una cinquantina d'anni, da quando il proprietario era stato assassinato e gettato in un pozzo. Durante una audace escursione, un "Fantasma" fu trovato mentre si radeva pacificamente la barba nella camera da letto! Il castelletto era divenuta la base operativa di un gruppo di malviventi che imperversava nella zona.
Gli scherzi perpetrati attingendo alla figura spettrale non si contano nemmeno. Si va dal ciclista che di notte era solito pedalare intorno al cimitero lucchese di S. Anna, con tanto di lenzuolo bianco e lume a petrolio. La beffa, si dice, continuò fino a quando il buontempone forò una gomma.
Peggio andò alla ragazza napoletana che rimase incinta dopo essersi fatta convincere di essere destinata agli amori dello spirito del Principe di San Severo...
E a caro prezzo pagò la burla tale Wieslaw W. di Varsavia. Costui ingaggiò un Fantasma" con l'intenzione far morire di crepacuore la suocera malata di cuore.
A tal fine, si rivolse al becchino del cimitero affinché costui sbucasse improvvisamente da una siepe, avvolto in un lenzuolo bianco, mentre la donna visitava la tomba del marito. Il becchino aderì pensando di partecipare ad uno scherzo innocuo. Risultato: 5 anni di galera per lui e 15 anni per il mandante.

Il Fantasma e le burle: Scherzi basati sugli spettri sono avvenuti in ogni tempo e luogo. René Guerdan ne "L'oro di Venezia" ricorda che tra i divertimenti che si organizzavano nelle sontuose ville dell'antica società veneziana c'era quello di far apparire i Fantasmi. Un tiro del genere fu giocato ad un certo Fabrizio nella camera del quale qualcuno pensò bene di piazzare diversi gamberi vivi alle cui code erano stati attaccati dei lumicini...
E in Italia? Lo spettro può essere addirittura creato "ad hoc" per calamitare su di sé l'attenzione dei media ed ottenere, pertanto, una effimera notorietà: é un'operazione quanto mai semplice dal momento che é sufficiente selezionare un vecchio rudere (meglio se in possesso di un trascorso ricco di dettagli) e modellarvi sopra un canovaccio con la complicità di qualche amico. Fatti di cronaca recenti hanno dimostrato come, in mala fede, sia stato possibile ricreare queste situazioni che vengono, fortunatamente, smascherate con una relativa facilità dai parapsicologi più accorti.
In altre circostanze, seri casi di infestazione sono stati sfruttati a scopi pubblicitari permettendo che venissero studiati con estrema serietà, salvo poi negare ogni ulteriore indagine allorché il trambusto provocato dai ricercatori non si rivelava più sufficiente a garantire una certa notorietà del luogo o del casato.
Una ricerca incrociata ci ha permesso di reperire un esempio illuminante di quanto facile sia giocare con il tema a noi caro.
Il 14 Novembre 1964, il quotidiano partenopeo "Il Mattino" così titolava: "Tra Capodimonte e Miano: al limite dell'occulto".

Al centro dell'attenzione era posta una bellissima villa antica situata all'interno di un parco.
"Il mistero dei Fantasmi affascina gli abitanti di un intero quartiere. Centinaia di persone sostano ogni notte davanti ai cancelli del parco in attesa di sconcertanti fenomeni. Inspiegabili coincidenze sembrano rendere attendibili i racconti di quanti asseriscono di aver veduto gli spettri. Le ipotesi più contrastanti si accumulano intorno alle possibili origini di quanto accade all'interno e nei pressi del vecchio edificio disabitato".
Così esordiva il primo articolo dedicato al mistero di Capodimonte. La notizia ebbe eco nazionale e a lungo i quotidiani riportarono con incredibile costanza ogni aggiornamento.
Fu così che, in men che non si dica, si venne a creare un vero e proprio fenomeno di massa. Ogni notte centinaia di persone, a partire dalle ore 23, confluiva nella strada solitaria finendo con il bloccare il traffico.
Ma quali fenomeni insoliti si verificavano all'interno di questa villa?
I cronisti raccolsero decine di testimonianze: "Passo spesso davanti alla villa - diceva un giovane - e una volta mi é capitato di vedere uno strano bagliore proveniente dagli archi del piano terra: mi sono avvicinato al cancello appena in tempo per vedere un uomo avanzare di corsa lungo il viale dal punto in cui la luce appariva più intensa.
L'uomo, visibilissimo per via degli strani riflessi bianchi della sua figura, é arrivato di corsa fino al cancello, si é aggrappato con le mani alle sbarre: nell'istante in cui l'ha fatto si é dissolto nell'aria. Altre volte, ritornato con gli amici alla stessa ora davanti alla villa, ho visto l'identica scena. L'hanno vista anche i miei amici, ed alcuni di essi hanno preso un tale spavento che ancora stanno scappando".
Un altro testimone così asseriva: "La strana figura appariva coperta da un lenzuolo bianco. Non poteva tuttavia trattarsi di un uomo poiché saltava per il parco come se ballasse in un film al rallentatore, rimanendo sospeso nell'aria per minuti e minuti".
La cronaca così riassumeva: "L'incredibile fenomeno, a detta di quanti ne parlano, si andrebbe ormai verificando con una certa frequenza da sette anni a questa parte. Negli ultimi tempi, poi, esso si sarebbe notevolmente intensificato al punto di attrarre la curiosità e l'attenzione di tutti gli abitanti della zona".

Il cronista riferiva, inoltre, di come alcune persone avessero visto lo spettro rotolarsi e contorcersi sul prato antistante alla villa o, addirittura, di come il Fantasma avesse dato prova di abilità atletiche saltando agilmente le siepi. Altri ancora avevano addirittura provato ad illuminarlo con le torce elettriche: "Quando il fascio di luce ha attraversato la figura, essa é scomparsa, per poi riapparire quando abbiamo spento le lampade".
La vicenda si protrasse per diverse notti dinanzi ad un pubblico sempre più numeroso: si pensi che un muretto di protezione della villa cedette sotto la pressione della folla.
Carabinieri e Polstrada ebbero il loro da fare per porre rimedio ai continui ingorghi stradali che si creavano e per tutelare i proprietari che, esasperati, minacciavano di adire le vie legali qualora fossero stati arrecati danni all'immobile.
Centinaia di persone attendevano di assistere allo sconcertante fenomeno e, talvolta, provocavano l' ommo 'e niente così come solo i napoletani avrebbero potuto simpaticamente chiamarlo. Effettivamente pareva essere proprio un uomo fatto di nulla, dal momento che pareva temere la folla che non esitava a gridargli "Che razza di Fantasma sì, si te miette appaura d'a ggente?...".
Lo spettro si badò bene dal rispondere alle provocazioni ma...si manifestò prontamente il sabato sulla ruota di Napoli quando il primo estratto del gioco del Lotto fu il numero 25 che significa "Fantasmi".
La folla desiderava essere accontentata e fu così che la loro pazienza fu ripagata quando, al di sopra di una siepe, videro agitarsi due terrificanti ombre bianche. Subito dopo, altre due ombre (più scure) fecero la loro comparsa.
Erano gli agenti del commissariato di Capodimonte che accorrevano a far scattare le manette ai polsi dei due lenzuoli...
Come per incanto, uno dei due "Fantasmi" si smaterializzò e fu possibile arrestare solamente uno degli "spettri".
Il fermato risultò essere un giovane del Vomero che, insieme ad un amico, aveva pensato bene di fare uno scherzo innocente alla folla.
La polizia, una volta accertato che le sue esibizioni non celavano alcun altro scopo, lo rimise in libertà.
Chiaramente, dopo l'intervento delle forze dell'ordine, il fenomeno cessò improvvisamente e sulla villa tornò a regnare la quiete.
I cronisti, conclusero la vicenda asserendo che forte era il dubbio che il tutto fosse stato orchestrato al solo fine di svalutare gli edifici ed i terreni di quella zona. Ma non era da escludersi nemmeno un più semplice caso di allucinazione collettiva.


Avventurose ricerche: un tempo i castelli, opere per lo più difensive, talvolta disponevano di un sistema tale da poter consentire una precipitosa fuga in caso di assedio. E' così che diverse opere fortificate venivano munite di cunicoli sotterranei che congiungevano le mura del castello con le vicine città. Oggi, questi camminamenti sono per lo più inaccessibili o percorribili solamente per poche decine di metri ma ciò non ha impedito alla Vox Populi di trasformare tali gallerie in leggendari depositi di ricchezze sorvegliate in eterno da una moltitudine di spettri agghiaccianti.
In questo contesto, molto goliardicamente, negli anni '60 si venne a costituire l'italianissima "Anonima Tesori e Fantasmi".
Avevano la carta intestata, la loro sede, l'automobile sulla quale campeggiava la ragione sociale ed una cospiqua attrezzatura costituita da tende da campeggio, pale, corde, maschere antigas, bombole d'ossigeno e quant'altro.
I giovani aderenti alla associazione autofinanziavano il progetto mediante contributi personali: il loro scopo era quello di esplorare questi antichi camminamenti e, nel caso, di scoprire i leggendari tesori seppelliti nelle viscere della terra unitamente ai Fantasmi guardiani.
Sebbene lo scopo avesse dichiarati significati culturali, appariva evidente che l'Anonima costituiva un pretesto per fare gruppo e per trascorrere in maniera emozionante qualche ora insieme.
Treviglio, Urniano, Trezzo d'Adda furono solamente alcune delle indagini che condussero. In breve divennero così famosi che una gran folla si riuniva per assistere alle loro imprese: mentre questi temerari studenti si calavano con le maschere antigas nei pozzi e nei tunnel sotterranei, i carabinieri erano costretti ad istituire attorno ai manieri un regolare servizio d'ordine.
"Non trovammo mai nulla"  - ricorda sorridendo uno dei più attivi membri dell'associazione - "e per la verità non trovammo nemmeno il più modesto dei Fantasmi".
 

 
 
 
 

 
 

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