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Il tema delle
apparizioni ha da
sempre un grande
impatto sulla
collettività.
Il suo lato oscuro
ed insondabile é
terreno fertile
sul quale la
fantasia popolare
attecchisce con
sorprendente
facilità
alimentando le più
disparate
leggende.
In ragione di
questa peculiare
caratteristica,
facendo leva
sull'innata
propensione di
ciuascuno di noi a
lasciarsi sedurre
da ogni
stuzzicante
informazione che esca dagli schemi della logica comune, il Fantasma
diviene spesso il
protagonista
indiscusso di
burle
sapientemente
architettate,
dicerie e, nella
peggiore delle
ipotesi, di
truffe.
Ogni castello che
si rispetti non
può non disporre
di una secolare
presenza, al pari
dei più moderni
negozi, hotels e
ristoranti.
Chi studia da
vicino questo
genere di
fenomeni, sulle
prime non può che
rimaner stupito:
non vi è luogo in
cui non si
verifichino o si
siano verificati
fenomeni anomali.
Ma ciò che ancor
più lascia
attoniti é la
moltitudine degli
accadimenti
atipici presunti
tali che, in ogni
dove, fanno
capolino. Un
rincorrersi
incessante di
proclami e
testimonianze.
Si perviene, così,
ad una
contraddizione in
termini: la
caratteristica
principe dello
spettro, inteso
come evento
infrequente, viene
svuotata di ogni
significato per
giungere a quella
che potremmo
definire la
"normalità
dell'eccezionale".
Spesso il Fantasma
incarna il
desiderio di
evadere da tutto
ciò che ha a che
fare con il
quotidiano.
Fino a non molti
decenni fa, quando
ancora non
esisteva la
televisione e la
vita era
decisamente più
semplice, le
famiglie si
riunivano dinanzi
al focolare e
trascorrevano le
serate in amabili
conversazioni: era
in quelle
occasioni che
prendevano vita
gli spettri più
inquietanti,
partoriti al
chiaror di un
lume.
Racconti che
sapevano suscitare
emozioni tali da
garantire il
perdurare del
Fantasma nel
tempo: di
generazione in
generazione, quel
"sentito dire"
arricchito di
bocca in bocca dei
più singolari
dettagli, é giunto
con mal celata
morbosità fino ai
nostri giorni nei
quali disponiamo
di ben altri
antidoti contro la
noia.
Erano tempi nei
quali la morale,
soprattutto quella
religiosa, era
molto più radicata
e, pertanto, la
narrazione di
singolari
apparizioni veniva
interpretata quasi
necessariamente
come una
premonizione, come
un messaggio denso
di significati
etici tutti
da interpretare e da adattare al caso di specie. L'atipicità dell'accadimento costringeva gli uditori ad
operare un serio
esame di
coscienza,
richiamava la
necessità di
un'intima
riflessione. Il
Fantasma raramente
veniva impregnato
di una qualche
accezione positiva
e lasciava campo
aperto alla
negatività legata
del suo
manifestarsi.
Oggi, la
percezione sociale
dello Spettro è
profondamente
mutata: se da un
lato
continua ad
incuriosire e ad
inquietare, di
contro é
altrettanto
innegabile che lo
scetticismo
costruttivo ha
sgomberato la
strada da molte
incertezze, ha
diradato le nebbie
dell'ignoranza ed
ha inflitto un
duro colpo alla
credenza popolare.
Fantasmi e
leggende: il Fantasma,
nel suo ambito
leggendario, é
patrimonio
culturale da
salvaguardare con
ogni mezzo.
Basti pensare che
non vi é regione
d'Italia che non
possa annoverare
il proprio
racconto popolare
in cui, a fare da
protagonista, sono
proprio questi
esseri eterei.
Spesso,
addirittura, la
stessa leggenda
viene trasferita
da una regione
all'altra con
adattamenti
impercettibili: é,
ad esempio,
il caso delle
"Andade",
della
"Processione
infernale",
della
"Caccia
infernale",
della
"Caccia selvaggia"
e via dicendo:
riunioni di anime
dannate che si
darebbero
appuntamento per
terrorizzare i
viventi lungo le
vie rionali, i
boschi o le valli.
Questo
assembramento
errabondo di
spiriti, che
ritroviamo
identico
addirittura
all'estero (in
Galizia, ad
esempio) è
costituito da
almeno cinque
distinte figure,
ciascuna recante
rispettivamente:
la Croce, lo
stendardo, il
paiolo con l'acqua
benedetta, la
lampada per il
viaggio e la
campanella. Quasi
immancabile è la
presenza di uno
zoppo, figura che
rende ancora più
spaventosa la
leggendaria
congrega.
Ogni anima porta
con sé una torcia
accesa la cui
fiamma eterna
sfida le correnti
gelide che dai
monti scendono in
pianura. A ben
guardare, però,
l'incauto che
abbia ad
incrociare la
processione,
noterà delle ossa
umane sulla cui
estremità danza il
fuoco.
La comitiva, poi,
è dotata (a
seconda dei
luoghi) del dono
dell'invisibilità
benché si possa
riconoscere la sua
presenza
dall'odore della
cera delle lucerne
e dal freddo
gelido che lascia
dietro di sé.
Chiaramente coloro
che si avventurino
di notte lungo i
sentieri battuti
dalla processione,
dovranno usare
estrema cautela:
le mani ben chiuse
per evitare che
una di queste
anime possa passar
loro una delle
torce,
annettendolo alla
processione. In
caso di
avvistamento,
pertanto, vi é una
sola cosa da fare:
fuggire a più non
posso.
Il gruppo é sempre
guidato da una
persona viva
recante nella mano
destra la Croce: é
la prima persona
che le anime hanno
incontrato nel
loro cammino
obbligandola a
prendere parte al
corteo.
Lo sventurato non
dovrà mai voltarsi
indietro e si
potrà liberare
solamente quando
sarà in grado di
cedere la torcia
ad altra persona
vivente ovvero
quando riuscirà ad
attaccare al collo
di un cane gli
attributi che le
anime gli hanno
conferito.
Ma la
"Santa Compagnia"
non é sempre così
terrificante: sa
piacevolmente
allettare la gente
organizzando feste
grandiose e ricchi
banchetti,
conclusi i quali
invita i
partecipanti ad
unirsi al gruppo.
E' così che,
qualora si
decidesse di
prendere parte ai
festeggiamenti,
sarà opportuno
avere nella
propria tasca del
pane in modo tale
da evitare gli
alimenti proposti
dalla congrega.
In alcune regioni
il folklore vuole
che i rami di
ulivo benedetto,
distribuiti nel
giorno della
Domenica delle
Palme, siano
oggetti molto
efficaci per
tenere a distanza
queste anime
spaventose.
Se poi la comitiva
dovesse
avvicinarsi ad una
determinata
persona, il
significato é
chiaro: la morte
sopraggiungerà
presto. Fortuna
vuole che, in
questo caso
specifico,
esistano pratiche
ben precise atte a
liberarsi da tale
presagio.
Al di là di
cotanta sventura
distribuita in
ogni dove, ecco
presentarsi
l'ingrediente
positivo che
spesso fa da
corollario alle
leggende più cupe:
in alcuni casi,
queste processioni
svolgono un vero e
proprio servizio a
favore della
stessa comunità
che sono solite
spaventare. Questi
spiriti, ad
esempio, se
evocati di notte e
nei dintorni di
una chiesa,
possono curare le
più penose
malattie che
neppure i migliori
medici sono stati
in grado di
debellare.
Ma nel folklore
italiano, é
doveroso
sottolinearlo, é
rinvenibile un ben
altro tipo di
corteo spiritico
ove le anime, ben
lungi dal
terrorizzare la
gente, si
intrattengono
lungo i campi e
prestano aiuto ai
contadini.
Ma da dove
scaturiscono
leggende così
colorite? Il
Fantasma si può
reperire
essenzialmente in
queste fonti:
-
fonti orali quali:
leggende,
proverbi, detti,
fiabe;
-
tradizioni
folkloristiche
disgiunte da un
contesto
religioso;
-
tradizioni
folkloristiche con
profonde
connotazioni
religiose;
-
toponomastica;
-
letteratura
popolare;
-
fatti di cronaca
di carattere
generalmente
locale o
localizzabile.
Analizzando queste
fonti, si
evidenzia che
l'affermarsi di
una determinata
tradizione varia
notevolmente in
ragione delle
modificazioni
storico -
culturali
regionali.
Le aree
geografiche nelle
quali le leggende
prendono vita sono
dunque essenziali
e valgono ad
affermare un
determinato tipo
di Fantasma
rispetto ad altri:
nelle località in
cui, ad esempio, é
possibile
rinvenire una
fitta vegetazione,
sarà notevolmente
facile reperire
uno spettro che si
aggiri per i
boschi e che,
magari, sia
strettamente
connesso con
l'attività
venatoria del
luogo.
Lo stesso
principio vale per
le aree site in
prossimità del
mare o dei corsi
d'acqua: gli
spettri emergono
dalle acque per
terrorizzare gli
umili e
volonterosi
pescatori nelle
cui reti rimangono
impigliate le più
inenarrabili
paure.
Il Fantasma,
inoltre, può
essere connesso
con qualche fatto
o personaggio
storico
indissolubilmente
legato al luogo
dove la narrazione
si é diffusa: i
campi di battaglia
presentano spesso
armate spettrali
ancora
belligeranti;
alternati a casi
interessantissimi,
vi sono campi di
battaglia (i più)
ove fortunatamente
un silenzio
rassicurante non
viene più
interrotto dagli
strepiti e dal
fragore di antichi
scontri.
Il Fantasma come
strumento di
salvezza: la presenza della
figura spettrale
nell'immaginario
collettivo é
servita (e serve)
talvolta come vero
e proprio
strumento di
salvezza.
Ai tempi della
seconda guerra
mondiale, spinti
dalla
disperazione, dal
razionamento e
dalle carte
annonarie, diverse
famiglie tennero
fittiziamente in
vita il parente
deceduto e si
sfamarono più del
dovuto grazie allo
spettro domestico.
Più concretamente,
il Fantasma si
materializzava
allorché le
abitazioni erano
requisite dai
soldati tedeschi.
Era quasi
impossibile
ottenere la
derequisizione
rivolgendosi al
comando e così
ecco che l'ingegno
finiva con il
creare una scomoda
presenza utile a
far cambiare
parere ai militari
occupanti: le
testimonianze
parlano di gatti
lasciati chiusi
nelle soffitte
senza cibo. I
rumori provocati
dalle bestiole
venivano
ricondotti ad
inquietanti
spiriti e, con un
pizzico di
fortuna, la casa
rientrava nel
possesso dei
legittimi
proprietari.
Il Fantasma come
strumento di
frode:
lo spettro viene
però utilizzato
anche per scopi
ben diversi: nei
pressi della
cittadina rumena
di Lubosi, un
terrificante
Fantasma si
aggirava per le
rovine di un
antico castello
turco e tanto
bastava per tenere
alla larga da
quelle mura i più
curiosi. Furono
tre temerari
inglesi a scoprire
la verità e a far
arrestare il
bandito
Stalenkovic che,
braccato dai
gendarmi per una
serie di rapine e
ricatti, si era
rifugiato nel
castello.
Ma frodi simili
sono rinvenibili
anche nel Bel
Paese. A Parma,
molti anni fa, gli
"spiriti"
saccheggiarono
l'appartamento del
custode del
cimitero,
portandogli via
ogni avere e
lasciandogli un
consolatorio
biglietto di
saluti contenente
la promessa che
sarebbero tornati
a fargli visita.
Presso Camogli,
invece, esisteva
un castello
disabitato da una
cinquantina
d'anni, da quando
il proprietario
era stato
assassinato e
gettato in un
pozzo. Durante una
audace escursione,
un "Fantasma" fu
trovato mentre si
radeva
pacificamente la
barba nella camera
da letto! Il
castelletto era
divenuta la base
operativa di un
gruppo di
malviventi che
imperversava nella
zona.
Gli scherzi
perpetrati
attingendo alla
figura spettrale
non si contano
nemmeno. Si va dal
ciclista che di
notte era solito
pedalare intorno
al cimitero
lucchese di S.
Anna, con tanto di
lenzuolo bianco e
lume a petrolio.
La beffa, si dice,
continuò fino a
quando il
buontempone forò
una gomma.
Peggio andò alla
ragazza napoletana
che rimase incinta
dopo essersi fatta
convincere di
essere destinata
agli amori dello
spirito del
Principe di San
Severo...
E a caro prezzo
pagò la burla tale
Wieslaw W. di
Varsavia. Costui
ingaggiò un
Fantasma" con
l'intenzione far
morire di
crepacuore la
suocera malata di
cuore.
A tal fine, si
rivolse al
becchino del
cimitero affinché
costui sbucasse
improvvisamente da
una siepe, avvolto
in un lenzuolo
bianco, mentre la
donna visitava la
tomba del marito.
Il becchino aderì
pensando di
partecipare ad uno
scherzo innocuo.
Risultato: 5 anni
di galera per lui
e 15 anni per il
mandante.
Il Fantasma e le
burle: Scherzi basati
sugli spettri sono
avvenuti in ogni
tempo e luogo.
René Guerdan ne
"L'oro di Venezia"
ricorda che tra i
divertimenti che
si organizzavano
nelle sontuose
ville dell'antica
società veneziana
c'era quello di
far apparire i
Fantasmi. Un tiro
del genere fu
giocato ad un
certo Fabrizio
nella camera del
quale qualcuno
pensò bene di
piazzare diversi
gamberi vivi alle
cui code erano
stati attaccati
dei lumicini...
E in Italia? Lo
spettro può essere
addirittura creato
"ad hoc" per
calamitare su di
sé l'attenzione
dei media ed
ottenere,
pertanto, una
effimera
notorietà: é
un'operazione
quanto mai
semplice dal
momento che é
sufficiente
selezionare un
vecchio rudere
(meglio se in
possesso di un
trascorso ricco di
dettagli) e
modellarvi sopra
un canovaccio con
la complicità di
qualche amico.
Fatti di cronaca
recenti hanno
dimostrato come,
in mala fede, sia
stato possibile
ricreare queste
situazioni che
vengono,
fortunatamente,
smascherate con
una relativa
facilità dai
parapsicologi più
accorti.
In altre
circostanze, seri
casi di
infestazione sono
stati sfruttati a
scopi pubblicitari
permettendo che
venissero studiati
con estrema
serietà, salvo poi
negare ogni
ulteriore indagine
allorché il
trambusto
provocato dai
ricercatori non si
rivelava più
sufficiente a
garantire una
certa notorietà
del luogo o del
casato.
Una ricerca
incrociata ci ha
permesso di
reperire un
esempio
illuminante di
quanto facile sia
giocare con il
tema a noi caro.
Il 14 Novembre
1964, il
quotidiano
partenopeo
"Il Mattino"
così titolava:
"Tra
Capodimonte e
Miano: al limite
dell'occulto".
Al centro
dell'attenzione
era posta una
bellissima villa
antica situata
all'interno di un
parco.
"Il mistero dei
Fantasmi affascina
gli abitanti di un
intero quartiere.
Centinaia di
persone sostano
ogni notte davanti
ai cancelli del
parco in attesa di
sconcertanti
fenomeni.
Inspiegabili
coincidenze
sembrano rendere
attendibili i
racconti di quanti
asseriscono di
aver veduto gli
spettri. Le
ipotesi più
contrastanti si
accumulano intorno
alle possibili
origini di quanto
accade all'interno
e nei pressi del
vecchio edificio
disabitato".
Così esordiva il
primo articolo
dedicato al
mistero di
Capodimonte. La
notizia ebbe eco
nazionale e a
lungo i quotidiani
riportarono con
incredibile
costanza ogni
aggiornamento.
Fu così che, in
men che non si
dica, si venne a
creare un vero e
proprio fenomeno
di massa. Ogni
notte centinaia di
persone, a partire
dalle ore 23,
confluiva nella
strada solitaria
finendo con il
bloccare il
traffico.
Ma quali fenomeni
insoliti si
verificavano
all'interno di
questa villa?
I cronisti
raccolsero decine
di testimonianze:
"Passo spesso
davanti alla villa
- diceva un
giovane - e una
volta mi é
capitato di vedere
uno strano
bagliore
proveniente dagli
archi del piano
terra: mi sono
avvicinato al
cancello appena in
tempo per vedere
un uomo avanzare
di corsa lungo il
viale dal punto in
cui la luce
appariva più
intensa.
L'uomo,
visibilissimo per
via degli strani
riflessi bianchi
della sua figura,
é arrivato di
corsa fino al
cancello, si é
aggrappato con le
mani alle sbarre:
nell'istante in
cui l'ha fatto si
é dissolto
nell'aria. Altre
volte, ritornato
con gli amici alla
stessa ora davanti
alla villa, ho
visto l'identica
scena. L'hanno
vista anche i miei
amici, ed alcuni
di essi hanno
preso un tale
spavento che
ancora stanno
scappando".
Un altro
testimone così
asseriva: "La
strana figura
appariva coperta
da un lenzuolo
bianco. Non poteva
tuttavia trattarsi
di un uomo poiché
saltava per il
parco come se
ballasse in un
film al
rallentatore,
rimanendo sospeso
nell'aria per
minuti e minuti".
La cronaca
così riassumeva:
"L'incredibile
fenomeno, a detta
di quanti ne
parlano, si
andrebbe ormai
verificando con
una certa
frequenza da sette
anni a questa
parte. Negli
ultimi tempi, poi,
esso si sarebbe
notevolmente
intensificato al
punto di attrarre
la curiosità e
l'attenzione di
tutti gli abitanti
della zona".
Il cronista
riferiva, inoltre,
di come alcune
persone avessero
visto lo spettro
rotolarsi e
contorcersi sul
prato antistante
alla villa o,
addirittura, di
come il Fantasma
avesse dato prova
di abilità
atletiche saltando
agilmente le
siepi. Altri
ancora avevano
addirittura
provato ad
illuminarlo con le
torce elettriche:
"Quando il
fascio di luce ha
attraversato la
figura, essa é
scomparsa, per poi
riapparire quando
abbiamo spento le
lampade".
La vicenda si
protrasse per
diverse notti
dinanzi ad un
pubblico sempre
più numeroso: si
pensi che un
muretto di
protezione della
villa cedette
sotto la pressione
della folla.
Carabinieri e
Polstrada ebbero
il loro da fare
per porre rimedio
ai continui
ingorghi stradali
che si creavano e
per tutelare i
proprietari che,
esasperati,
minacciavano di
adire le vie
legali qualora
fossero stati
arrecati danni
all'immobile.
Centinaia di
persone
attendevano di
assistere allo
sconcertante
fenomeno e,
talvolta,
provocavano l'
ommo 'e niente
così come solo i
napoletani
avrebbero potuto
simpaticamente
chiamarlo.
Effettivamente
pareva essere
proprio un uomo
fatto di nulla,
dal momento che
pareva temere la
folla che non
esitava a
gridargli "Che
razza di Fantasma
sì, si te miette
appaura d'a ggente?...".
Lo spettro si
badò bene dal
rispondere alle
provocazioni
ma...si manifestò
prontamente il
sabato sulla ruota
di Napoli quando
il primo estratto
del gioco del
Lotto fu il numero
25 che significa
"Fantasmi".
La folla
desiderava essere
accontentata e fu
così che la loro
pazienza fu
ripagata quando,
al di sopra di una
siepe, videro
agitarsi due
terrificanti ombre
bianche. Subito
dopo, altre due
ombre (più scure)
fecero la loro
comparsa.
Erano gli
agenti del
commissariato di
Capodimonte che
accorrevano a far
scattare le
manette ai polsi
dei due
lenzuoli...
Come per
incanto, uno dei
due "Fantasmi" si
smaterializzò e fu
possibile
arrestare
solamente uno
degli "spettri".
Il fermato risultò
essere un giovane
del Vomero che,
insieme ad un
amico, aveva
pensato bene di
fare uno scherzo
innocente alla
folla.
La polizia, una
volta accertato
che le sue
esibizioni non
celavano alcun
altro scopo, lo
rimise in libertà.
Chiaramente, dopo
l'intervento delle
forze dell'ordine,
il fenomeno cessò
improvvisamente e
sulla villa tornò
a regnare la
quiete.
I cronisti,
conclusero la
vicenda asserendo
che forte era il
dubbio che il
tutto fosse stato
orchestrato al
solo fine di
svalutare gli
edifici ed i
terreni di quella
zona. Ma non era
da escludersi
nemmeno un più
semplice caso di
allucinazione
collettiva.
Avventurose
ricerche:
un tempo i
castelli, opere
per lo più
difensive,
talvolta
disponevano di un
sistema tale da
poter consentire
una precipitosa
fuga in caso di
assedio. E' così
che diverse opere
fortificate
venivano munite di
cunicoli
sotterranei che
congiungevano le
mura del castello
con le vicine
città. Oggi,
questi
camminamenti sono
per lo più
inaccessibili o
percorribili
solamente per
poche decine di
metri ma ciò non
ha impedito alla
Vox Populi
di trasformare tali
gallerie in
leggendari
depositi di
ricchezze
sorvegliate in
eterno da una
moltitudine di
spettri
agghiaccianti.
In questo
contesto, molto
goliardicamente,
negli anni '60 si
venne a costituire
l'italianissima
"Anonima Tesori e
Fantasmi".
Avevano la carta
intestata, la loro
sede, l'automobile
sulla quale
campeggiava la
ragione sociale ed
una cospiqua
attrezzatura
costituita da
tende da
campeggio, pale,
corde, maschere
antigas, bombole
d'ossigeno e
quant'altro.
I giovani aderenti
alla associazione
autofinanziavano
il progetto
mediante
contributi
personali: il loro
scopo era quello
di esplorare
questi antichi
camminamenti e,
nel caso, di
scoprire i
leggendari tesori
seppelliti nelle
viscere della
terra unitamente
ai Fantasmi
guardiani.
Sebbene lo scopo
avesse dichiarati
significati
culturali,
appariva evidente
che l'Anonima
costituiva un
pretesto per fare
gruppo e per
trascorrere in
maniera
emozionante
qualche ora
insieme.
Treviglio, Urniano,
Trezzo d'Adda
furono solamente
alcune delle
indagini che
condussero. In
breve divennero
così famosi che
una gran folla si
riuniva per
assistere alle
loro imprese:
mentre questi
temerari studenti
si calavano con le
maschere antigas
nei pozzi e nei
tunnel
sotterranei, i
carabinieri erano
costretti ad
istituire attorno
ai manieri un
regolare servizio
d'ordine.
"Non trovammo
mai nulla" -
ricorda
sorridendo uno dei
più attivi membri
dell'associazione
- "e per la
verità non
trovammo nemmeno
il più modesto dei
Fantasmi".
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