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I Fantasmi hanno accompagnato l'uomo nel suo millenario
cammino evolutivo.
Neppure l'avvento di una nuova era dominata dalla scienza e dalla
tecnologia
ha consentito che
le antiche
credenze venissero
relegate nel campo
delle mere
credenze.
Oggi, più che mai,
le "apparizioni"
rivestono un tema
di grande
attualità ed
interesse al quale
la scienza si
dedica, a fasi
alterne, con
grande interesse.
Dall'antichità ai
tempi moderni,
dall'Europa ai più
estremi
continenti, é
possibile trovare
tracce evidenti di
quella che é una
credenza radicata
intimamente
nell'uomo e nel
suo percepire
l'esistenza di una
dimensione diversa
da quella
quotidianamente
vissuta.
E' la convinzione
che un qualcosa di
impalpabile (ma a
tratti evidente)
faccia pur sempre
parte del nostro
vivere terreno ed
allora, ancora una
volta, é più che
comprensibile che
il concetto di
"Fantasma" sia
andato mutando nel
corso dei secoli
assumendo
connotazioni per
lo più legate ad
una visione
spiritico-religiosa
del fenomeno.
Lo Spettro finisce
per indossare gli
abiti più vari e
il suo ruolo si
adatta al mutare
della realtà
sociale e
geopolitica:
vendicatore,
suggeritore,
guida, custode di
segreti
inenarrabili e
tesori.
Le antiche civiltà
attribuivano al
Fantasma un
connotato
assolutamente
negativo.
I Sumeri ed i
Babilonesi
ritenevano, al
pari di altre
popolazioni, che i
defunti fossero
condannati a
vagare su questa
Terra qualora i
loro corpi non
trovassero degna
sepoltura. Nei
rituali magici é
possibile
rinvenire alcune
formule atte ad
evocare le anime
errabonde.
Il regno degli
inferi
mesopotamico era
abitato, poi, da
entità quali il
Lamashtu la
cui particolarità
era quella di
essere in grado di
interrompere le
gravidanze
adducendo una
febbre molto alta
(laddove la
medicina non era
ancora in grado di
spiegare alcuni
fenomeni naturali,
ecco che
l'immaginario
popolare accorreva
prontamente in
soccorso). Il
Sag-gig era
invece causa di
forti emicranie e
se ne forniva pure
una
particolareggiata
descrizione che lo
rappresentava con
una testa dalle
mostruose fattezze
e dall'astratta
forma di un
turbine.
Gli spettri erano
generalmente
ritenuti "bile
vomitata dagli
dei"; essi
risiedevano nelle
umide grotte e nei
luoghi desertici
dai quali si
spostavano per
accedere nelle
abitazioni
cospargendo di
saliva velenosa i
malcapitati.
Gli Egiziani
avevano instaurato
un rapporto molto
particolare con il
mondo
dell'oltretomba.
Le famose
sepolture e i
geroglifici, oggetto
di così grande
interesse
archeologico, descrivono una
serie di rituali
il cui fine
principe era
quello di rendere
agevole il
trapasso
nell'aldilà e di
far sì che il
defunto potesse
godere di una
nuova e
confortevole vita.
Nei testi del
Regno Antico, il
Fantasma era
un'entità a metà
strada tra
l'essere umano e
quello divino.
Solamente i maghi
dotati di
straordinari
poteri erano in
grado di evocare
le divinità ed i
defunti.
Questa
sorta di "medium"
del passato erano
definiti
"possessori di
Heka" e, per via
delle loro
capacità
medianiche, erano
accolti alla corte
del faraone.
Al Museo di
Berlino é
possibile ammirare
il papiro di
Westacr
(risalente al
XVIII A.C.): esso
narra delle
vicende legate a
due santoni, tali
Ubaaner e Dedi,
che possedevano il
dono di richiamare
in vita i defunti.
E' con il Nuovo
Regno che compare
il famoso
"Libro dei Morti":
si tratta
di una raccolta di
incantesimi che
dovevano garantire
al defunto un
sereno viaggio
nell'aldilà.
I rituali ivi
contenuti erano
officiati da un
sacerdote che
recitando le
formule del "Libro
per uscire alla
luce del giorno"
(questo é il nome
originale della
raccolta) doveva
garantire "libertà
di movimento" al
trapassato.
Alcuni stralci di
queste formule
sono stati
rinvenuti
all'interno delle
tombe e tra i
bendaggi delle
mummie.
Gli Etruschi
ritenevano
che i Fantasmi
risiedessero nella
stessa dimensione
dei loro dei. Lo
Spettro abitava
una fossa detta
mundus e da
qui, di tanto un
tanto, ne usciva
per disseminare
tra gli uomini le
peggiori
sofferenze.
I Greci ed i
Romani
vedono nel
Fantasma una
presenza talvolta
consolatoria-protettrice
e talvolta fonte
di noia o
disturbo.
L'accezione
negativa del
Fantasma pur
mantenendo
inalterata la sua
caratteristica
connotazione
negativa, vede nei
Lari
domestici la
presenza positiva
degli antichi avi.
La letteratura
classica é fonte
ricchissima di
annedoti:
Luciano di Samosata, Giamblico, Porfirio,
Erodoto e quant'altri hanno
narrato di casi in
cui a fare da
protagonista era
un invisibile
presenza.
consulta la
sezione Ghost
Hunters.
Il Medioevo
accoglie l'eredità
classica dello
Spettro come
essere
disincarnato e
comincia ad
affrontare il tema
delle apparizioni
da un punto di vista
quasi meramente fideistico.
L'avvento della
religione
cristiana fa sì
che non vi sia più
spazio per quell'invisibile
esercito di ombre
apportatrici di
sventure: il
Fantasma va
evolvendosi,
nell'immaginario
collettivo, in un
qualcosa in cui
predomina, semmai,
un senso di
angoscia ed
oppressione
connaturato con la
sua condizione
incerta che, quale
entità
disincarnata lo
vede partecipe, suo
malgrado, del
quotidiano vivere
umano.
Sant'Agostino
in risposta
a
Paolino da Nola
affronta il
tema delle
apparizioni nel
"De cura pro
mortuis gerenda":
il
manifestarsi delle
persone defunte è
un privilegio di
cui godono
esclusivamente i
Santi (così come
il San Felice,
Vescovo di Nola,
era apparso agli
abitanti della sua
città). Ai comuni
mortali, invece,
secondo il
pensiero
agostiniano è dato
di apparire
solamente in casi
eccezionali, in
forma onirica e
per intercessione
divina. Il
Fantasma non
dispone di una
propria
materialità ma é
semplicemente una
forma iconografica
trasportata sulla
Terra dagli
angeli.
Le intuizioni di
Gregorio Magno
aggiungono un
ulteriore
tassello: le
apparizioni si
verificano per
opera di Dio ma al
solo fine di
testimoniare
l'esistenza di una
realtà
ultraterrena e,
quindi, per
rafforzare la fede
nei credenti.
Il Fantasma
evidentemente é
testimone della
vita oltre la
vita, diviene
strumento di fede:
a partire dal XII
secolo, le entità
disincarnate
vengono collocate
nel Purgatorio. Il
loro apparire é
quasi sempre
legato ad una
richiesta bene
precisa che varia
a seconda del
caso: lo Spettro
esorta il
compimento di
azioni pie, la
preghiera e
l'attenzione verso
il prossimo. Al
contempo si
registra la
nascita delle
cosiddette
"Masnade" o "Andade",
vere e proprie
processioni di
anime erranti che,
cariche di
angoscia, urlano
il proprio dolore
a chi abbia la
sorte di
imbattersi in
loro: il
malcapitato viene
ammonito ed
esortato a non
discostarsi dalla
rettitudine.
Queste processioni
che imperversano
per l'Europa
intera, si
diversificano in
numerosissime
varianti anche nel
Bel Paese
assumendo
caratteristiche e
denominazioni
peculiari a
seconda della
regione di
riferimento.
Dal Rinascimento
in poi, la
problematica
legata alle
apparizioni
comincia ad essere
affrontata sotto
una nuova ottica:
l'osservazione e
lo studio della
fenomenologia
vanno
soppiantando, con
la massima
gradualità, le
considerazioni
meramente
metafisiche. La
scienza assurge ad
un ruolo
fondamentale
nell'infinita
ricerca di quelle
spiegazioni troppo
spesso
inafferrabili.
Cominciano ad
essere redatti i
primi trattati nei
quali viene
catalogata una
lunga serie di
eventi
apparizionali.
Pierre Le Loyer
é l'autore di
"Quater livres des
Spectres"
nel quale vengono
descritti
diligentemente
diversi casi
apparizionali: i
Fantasmi vengono
suddivisi nelle
sottocategorie
degli angeli, dei
demoni e degli
spettri.
Padre Glanuil,
cappellano
di re Carlo II,
pubblicò agli
inizi del XII
Secolo il celebre
"Saducisme
Triumphatus",
una
raccolta
contenente
numerose
testimonianze.
Nel corso del
1600,
Grotius
(con la
dissertazione
"Magica de
Spectris et
apparitionibus
Spiritum")
e
G. Sinclaire,
professore
di fisica e
matematica
all'università di
Glasgow (con il
trattato
"Satan's invisible
world discovered")
cominciano ad
analizzare gli
eventi con piglio
scientifico.
Il Romanticismo
si accosta
al tema con
modalità
contrastanti: se
da un lato una
parte della
scienza relega il
Fantasma in un
ambito meramente
fantastico che
nulla ha a che
fare con la
razionalità,
dall'altro, lo
Spettro é accolto
con razionalità
nelle sempre più
dettagliate
indagini. Inizia
l'infinita
battaglia tra
scetticismo e
possibilismo, tra
una scienza ostile
e prevenuta ed una
scienza aperta a
realtà ancora
tutte da
valutarsi.
Nell'Era
Contemporanea,
dominata
dalla scienza e
dalla tecnologia,
non è riuscita a
cancellare del
tutto quell'alone
di folklore a cui
da sempre sono
accostati i
Fantasmi.
A partire dai
primi dell' 800 si
assiste alla
nascita
del movimento
spiritista
alla
perenne ricerca di
un contatto con
una dimensione
superiore e
parallela.
La parapsicologia,
la nuova grande
disciplina che
studia le facoltà
straordinarie
della psiche umana
e del suo
interagire con la
realtà circostante
affronta la
tematica in
maniera
illuminante:
l'apparizione
viene così
studiata dal punto
di vista fisico
come una
proiezione
inconscia della
mente.
Il supporto del
progresso
industriale fa sì
che i ricercatori
siano ora in grado
di accostarsi con
piglio più serio
alle indagini più
disparate.

Le registrazioni
magnetiche, quelle
fotografiche,
termografiche e
video forniscono
delle ottime basi
di partenza per
impostare
argomentazioni
sempre più serie e
accurate.
Lo Spettro va
perdendo sempre
più quell'alone
magico che da
sempre lo
caratterizza: é
giunta l'ora di
fare chiarezza,
andare in fondo al
problema.
Si procede tra
conferme e
smentite ma non
sono più tentativi
compiuti alla
rinfusa: le
analisi dei dati
raccolti
consentono
finalmente di
validare od
invalidare le
voci, le dicerie,
le supposizioni.
Sempre più
studiosi
dimostrano un vivo
interesse per i
fenomeni
apparizionali e
l'augurio é quello
di poter assistere
ad una crescita
esponenziale delle
menti desiderose
di arricchire la
nostra conoscenza.
Sono ancora
innumerevoli gli
interrogativi che
attendono una
risposta.
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