Una finestra spalancata sul mondo dei Fantasmi italiani


 
 

Credere o no?

 
Le origini di una credenza millenaria
 

Credere o no?

 
I Fantasmi nella letteratura    
 

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Burle, leggende urbane e truffe
 
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L'errata interpretazione delle informazioni sensibili
 
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La tecnologia al servizio dell'illusione e della verità
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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I Fantasmi hanno accompagnato l'uomo nel suo millenario cammino evolutivo.
Neppure l'avvento di una nuova era dominata dalla scienza e dalla tecnologia  ha consentito che le antiche credenze venissero relegate nel campo delle mere credenze.
Oggi, più che mai, le "apparizioni" rivestono un tema di grande attualità ed interesse al quale la scienza si dedica, a fasi alterne, con grande interesse.

Dall'antichità ai tempi moderni, dall'Europa ai più estremi continenti, é possibile trovare tracce evidenti di quella che é una credenza radicata intimamente nell'uomo e nel suo percepire l'esistenza di una dimensione diversa da quella quotidianamente vissuta.
E' la convinzione che un qualcosa di impalpabile (ma a tratti evidente) faccia pur sempre parte del nostro vivere terreno ed allora, ancora una volta, é più che comprensibile che il concetto di "Fantasma" sia andato mutando nel corso dei secoli assumendo connotazioni per lo più legate ad una visione spiritico-religiosa del fenomeno.
Lo Spettro finisce per indossare gli abiti più vari e il suo ruolo si adatta al mutare della realtà sociale e geopolitica: vendicatore, suggeritore, guida, custode di segreti inenarrabili e tesori.
Le antiche civiltà attribuivano al Fantasma un connotato assolutamente negativo.

I Sumeri ed i Babilonesi ritenevano, al pari di altre popolazioni, che i defunti fossero condannati a vagare su questa Terra qualora i loro corpi non trovassero degna sepoltura. Nei rituali magici é possibile rinvenire alcune formule atte ad evocare le anime errabonde.
Il regno degli inferi mesopotamico era abitato, poi, da entità quali il Lamashtu la cui particolarità era quella di essere in grado di interrompere le gravidanze adducendo una febbre molto alta (laddove la medicina non era ancora in grado di spiegare alcuni fenomeni naturali, ecco che l'immaginario popolare accorreva prontamente in soccorso). Il Sag-gig era invece causa di forti emicranie e se ne forniva pure una particolareggiata descrizione che lo rappresentava con una testa dalle mostruose fattezze e dall'astratta forma di un turbine.
Gli spettri erano generalmente ritenuti "bile vomitata dagli dei"; essi risiedevano nelle umide grotte e nei luoghi desertici dai quali si spostavano per accedere nelle abitazioni cospargendo di saliva velenosa i malcapitati.

Gli Egiziani avevano instaurato un rapporto molto particolare con il mondo dell'oltretomba. Le famose sepolture e i geroglifici, oggetto di così grande interesse archeologico, descrivono una serie di rituali il cui fine principe era quello di rendere agevole il trapasso nell'aldilà e di far sì che il defunto potesse godere di una nuova e confortevole vita.
Nei testi del Regno Antico, il Fantasma era un'entità a metà strada tra l'essere umano e quello divino.
Solamente i maghi dotati di straordinari poteri erano in grado di evocare le divinità ed i defunti. Questa sorta di "medium" del passato erano definiti "possessori di Heka" e, per via delle loro capacità medianiche, erano accolti alla corte del faraone.
Al Museo di Berlino é possibile ammirare il papiro di Westacr (risalente al XVIII A.C.): esso narra delle vicende legate a due santoni, tali Ubaaner e Dedi, che possedevano il dono di richiamare in vita i defunti.
E' con il Nuovo Regno che compare il famoso "Libro dei Morti": si tratta di una raccolta di incantesimi che dovevano garantire al defunto un sereno viaggio nell'aldilà.
I rituali ivi contenuti erano officiati da un sacerdote che recitando le formule del "Libro per uscire alla luce del giorno" (questo é il nome originale della raccolta) doveva garantire "libertà di movimento" al trapassato.
Alcuni stralci di queste formule sono stati rinvenuti all'interno delle tombe e tra i bendaggi delle mummie.

Gli Etruschi ritenevano che i Fantasmi risiedessero nella stessa dimensione dei loro dei. Lo Spettro abitava una fossa detta mundus e da qui, di tanto un tanto, ne usciva per disseminare tra gli uomini le peggiori sofferenze.

I Greci ed i Romani vedono nel Fantasma una presenza talvolta consolatoria-protettrice e talvolta fonte di noia o disturbo.
L'accezione negativa del Fantasma pur mantenendo inalterata la sua caratteristica connotazione negativa, vede nei
Lari domestici la presenza positiva degli antichi avi.
La letteratura classica é fonte ricchissima di annedoti:
Luciano di Samosata, Giamblico, Porfirio, Erodoto e quant'altri hanno narrato di casi in cui a fare da protagonista era un invisibile presenza. consulta la sezione Ghost Hunters.

Il Medioevo accoglie l'eredità classica dello Spettro come essere disincarnato e comincia ad affrontare il tema delle apparizioni da un punto di vista quasi meramente fideistico.
L'avvento della religione cristiana fa sì che non vi sia più spazio per quell'invisibile esercito di ombre apportatrici di sventure: il Fantasma va evolvendosi, nell'immaginario collettivo, in un qualcosa in cui predomina, semmai, un senso di angoscia ed oppressione connaturato con la sua condizione incerta che, quale entità disincarnata lo vede partecipe, suo malgrado, del quotidiano vivere umano.
Sant'Agostino in risposta a Paolino da Nola affronta il tema delle apparizioni nel "De cura pro mortuis gerenda": il manifestarsi delle persone defunte è un privilegio di cui godono esclusivamente i Santi (così come il San Felice, Vescovo di Nola, era apparso agli abitanti della sua città). Ai comuni mortali, invece, secondo il pensiero agostiniano è dato di apparire solamente in casi eccezionali, in forma onirica e per intercessione divina. Il Fantasma non dispone di una propria materialità ma é semplicemente una forma iconografica trasportata sulla Terra dagli angeli.
Le intuizioni di Gregorio Magno aggiungono un ulteriore tassello: le apparizioni si verificano per opera di Dio ma al solo fine di testimoniare l'esistenza di una realtà ultraterrena e, quindi, per rafforzare la fede nei credenti.
Il Fantasma evidentemente é testimone della vita oltre la vita, diviene strumento di fede: a partire dal XII secolo, le entità disincarnate vengono collocate nel Purgatorio. Il loro apparire é quasi sempre legato ad una richiesta bene precisa che varia a seconda del caso: lo Spettro esorta il compimento di azioni pie, la preghiera e l'attenzione verso il prossimo. Al contempo si registra  la nascita delle cosiddette "Masnade" o "Andade", vere e proprie processioni di anime erranti che, cariche di angoscia, urlano il proprio dolore a chi abbia la sorte di imbattersi in loro: il malcapitato viene ammonito ed esortato a non discostarsi dalla rettitudine.
Queste processioni che imperversano per l'Europa intera, si diversificano in numerosissime varianti anche nel Bel Paese assumendo caratteristiche e denominazioni peculiari a seconda della regione di riferimento.

Dal Rinascimento in poi, la problematica legata alle apparizioni comincia ad essere affrontata sotto una nuova ottica: l'osservazione e lo studio della fenomenologia vanno soppiantando, con la massima gradualità, le considerazioni meramente metafisiche. La scienza assurge ad un ruolo fondamentale nell'infinita ricerca di quelle spiegazioni troppo spesso inafferrabili.
Cominciano ad essere redatti i primi trattati nei quali viene catalogata una lunga serie di eventi apparizionali.
Pierre Le Loyer é l'autore di "Quater livres des Spectres" nel quale vengono descritti diligentemente diversi casi apparizionali: i Fantasmi vengono suddivisi nelle sottocategorie degli angeli, dei demoni e degli spettri.
Padre Glanuil, cappellano di re Carlo II, pubblicò agli inizi del XII Secolo il celebre  "Saducisme Triumphatus", una raccolta contenente numerose testimonianze.
Nel corso del 1600, Grotius (con la dissertazione "Magica de Spectris et apparitionibus Spiritum") e G. Sinclaire, professore di fisica e matematica all'università di Glasgow (con il trattato "Satan's invisible world discovered") cominciano ad analizzare gli eventi con piglio scientifico.

Il Romanticismo si accosta al tema con modalità contrastanti: se da un lato una parte della scienza relega il Fantasma in un ambito meramente fantastico che nulla ha a che fare con la razionalità, dall'altro, lo Spettro é accolto con razionalità nelle sempre più dettagliate indagini. Inizia l'infinita battaglia tra scetticismo e possibilismo, tra una scienza ostile e prevenuta ed una scienza aperta a realtà ancora tutte da valutarsi.

Nell'Era Contemporanea, dominata dalla scienza e dalla tecnologia, non è riuscita a cancellare del tutto quell'alone di folklore a cui da sempre sono accostati i Fantasmi.
A partire dai primi dell' 800 si assiste alla nascita
del movimento spiritista alla perenne ricerca di un contatto con una dimensione superiore e parallela.
La parapsicologia, la nuova grande disciplina che studia le facoltà straordinarie della psiche umana e del suo interagire con la realtà circostante affronta la tematica in maniera illuminante: l'apparizione viene così studiata dal punto di vista fisico come una proiezione inconscia della mente.
Il supporto del progresso industriale fa sì che i ricercatori siano ora in grado di accostarsi con piglio più serio alle indagini più disparate.
Le registrazioni magnetiche, quelle fotografiche, termografiche e video forniscono delle ottime basi di partenza per impostare argomentazioni sempre più serie e accurate.
Lo Spettro va perdendo sempre più quell'alone magico che da sempre lo caratterizza: é giunta l'ora di fare chiarezza, andare in fondo al problema.
Si procede tra conferme e smentite ma non sono più tentativi compiuti alla rinfusa: le analisi dei dati raccolti consentono finalmente di validare od invalidare le voci, le dicerie, le supposizioni.
Sempre più studiosi dimostrano un vivo interesse per i fenomeni apparizionali e l'augurio é quello di poter assistere ad una crescita esponenziale delle menti desiderose di arricchire la nostra conoscenza.
Sono ancora innumerevoli gli interrogativi che attendono una risposta.
 

 
 
 
 

 
 

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