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Il Fantasma del vecchio avaro

 
 

Questa coinvolgente storia si svolge in una casa isolata nei pressi della Gola del Furlo,
a qualche km dalla località Sant'Anna in provincia di Pesaro.
Briganti e sant’uomini, nobili e poveri contadini, grandi condottieri ed uomini di stato con gente comune ed ignota son passati o vissuti, uno affianco all’altro, nel corso dei secoli nelle terre della marca pesarese ed è la storia di uno di questi uomini “comuni” che voglio raccontarvi.
Circa venticinque anni addietro un vecchio vedovo morì solo ed in estrema povertà in una cadente casa di campagna tra le colline che, come un gregge di pecore col pastore, si accalcano attorno alla gran massa dei monti del Furlo.
Nessuno amava il defunto, in vita non aveva certo fama di generosità e buon carattere, anzi!!!
Violento, volgare, dedito al vino e alle donnacce, le voci che correvano nel paesello vicino descrivevano il vecchio come un essere spregevole che aveva fatto morire di fatica e crepacuore la moglie e reso di fatto impossibile la vita al figlio che per sfuggire alle sue angherie era scappato di casa andandosene a vivere in città, dove faceva l’operaio in una grande fabbrica e che non si sognava neanche di tornare a trovare il vecchio padre,
del resto perché avrebbe dovuto????…
Quasi nessuno andò al funerale, nessuno portò fiori alla tomba spoglia e disadorna nel piccolo cimitero di campagna e nessuno tornò per anni nella vecchia casa sporca e ricolma all’inverosimile di carabattole e cianfrusaglia d’ogni genere.
Una vicenda triste, come ne capitano tante,una storia di umano squallore, miseria fisica e mentale, solitudine e grettezza d’animo, di quelle che fan felici i lettori di certi giornaletti di cronache a poco prezzo e nulla più…
Fino a che, un giorno,i l giovane operaio tornò nella vecchia casa…
Aveva ricevuto un’offerta interessante per quel rudere quasi cadente nel quale era nato ed aveva passato la sua infelice infanzia:
un ricco signore del nord Italia, amico del suo datore di lavoro,
(L’industriale di città aveva preso a benvolere lo sfortunato giovanotto e ne era divenuto un po’ il secondo padre,sicuramente più affettuoso e amabile di quello vero), voleva comprarsi un casolare in campagna, sistemarlo e ricavarne un rustico per le vacanze, lontano dal traffico, dallo stress e dallo smog della grande metropoli.
Il giovanotto non perse tempo, si mise a fare un po’ di pulizie, buttando via quintali di robaccia che ingombravano le stanze aiutato da un ragazzino,figlio di un conoscente, che aveva bisogno di un po’ di soldi extra per comprarsi il motorino.
Una fatica improba!!!
Bottiglie vuote, scatole di pasta, sedie sfondate e mezze rotte, mobili più o meno antichi in vario stadio di conservazione, giornali, riviste pornografiche, stracci d’ogni sorta…
I due compirono una cernita sommaria (Il "cumenda" dell’alta Italia voleva cercare di fare restaurare anche il vecchio mobilio) sistemando suppellettili ed immondizia in cortile e poi presero a sistemare anche la vecchia stalla, portando via il vecchio biroccio, i finimenti dei buoi da tiro, le testiere delle vacche, il giogo, un vecchio calesse….
Inevitabile che in tanta confusione qualcuno si facesse male:
l’operaio mise un piede in fallo, sfondando una tavola di legno marcio che copriva la fossa di scolo dei liquami e si ritrovò incastrato sotto una piccola valanga di rottami e calcinacci, il ragazzino non perse tempo, corse a prendere una sbarra di ferro e facendo leva riuscì a sollevare le assi e a liberare l’amico…
Niente di rotto, solo qualche livido e una brutta botta alla schiena, fortunatamente.
“Dai, per oggi può bastare” disse scrollandosi di dosso la polvere,”Su che ti porto a casa!!!” disse al suo aiutante che chissà perché aveva preso a scalzare una pietra malferma dalla greppia in muratura addossata alla parete.
“Aspetta, che qua c’è qualcosa!”
“Madonna che ficcanaso sei” brontolò (In quei giorni di fatica il giovanotto aveva perso un sacco di tempo ad esaminare  cianfrusaglie e a curiosare un po’ ovunque) “Che cavolo avrai trovato???”
Era una cassetta di ferro arrugginita, le scritte a malapena leggibili dicevano che in tempo di guerra conteneva quattro proiettili per un cannone inglese da 25 libbre.
Ora invece conteneva soldi, certificati di risparmio, buoni del tesoro, alcuni gioielli, addirittura alcuni preziosissimi marenghi d’oro dello stato pontificio…insomma una vera fortuna!!!!
I due rimasero senza fiato: il più giovane sfogliava estasiato i certificati della banca d’Italia e rimirava, quasi temendo di consumarli con lo sguardo, i pacchi di banconote e i preziosi… L’altro piangeva, in silenzio ma senza ritegno e senza vergogna…
Anni di fatiche, di stenti, di fame e di povertà..con quella fortuna sepolta nella stalla, ricordava le botte prese, i soldi del suo salario di apprendista sequestratigli dal padre, la madre che soffriva e moriva in silenzio, tra le lacrime prese la cassetta, rimise tutto il tesoro dentro e riportò il quattordicenne ficcanaso a casa…
Coi genitori del giovane fece un po’ di conti di quanto avevano trovato…
Ad occhio e croce roba per un valore di 350 milioni!!!
Il ragazzino ebbe in dono uno splendido motorino nuovo fiammante per far schiattare d’invidia i coetanei e far sbavare le ragazzine del paesello, l’operaio si mise in proprio e divenne un imprenditore di successo, il casale fu restaurato e divenne il “buen retiro” del facoltoso signore settentrionale…
Durante uno dei suoi rari soggiorni nel suo rustico ebbe però una inquietante avventura…
In una notte altrimenti tranquilla e silenziosa il nuovo proprietario della vecchia casa udì dei rumori strani e soffocati, dei tonfi, dei colpi smorzati…
In una irreale calma di piombo, senza che si muovesse un filo d’aria, senza che si udisse suono provenire dal mondo esterno alle solide pareti di mattoni l’uomo vide una scena inaspettata.
In quella che un tempo era la stalla ed ora era un’ampia tavernetta sobriamente arredata stava una figura lacera e sporca,un viso brutale e arrossato dal sole e dal vino sotto un lurido cappello di feltro, le scarpacce scalcagnate e la giacca unta legata con uno spago alla vita, se ne stava inginocchiato presso la parete, compiendo un gesto come di cercare qualcosa nascosto nel muro…
In quella atmosfera irreale l’uomo si fece avanti verso l’intruso :
“Chi è lei??? Che sta facendo a casa mia???".Gridò o quantomeno tentò di farlo ma solo uno strozzato singulto uscì dalle sue labbra contratte.
Il vecchio non lo degnò del benché minimo sguardo, senza una parola, aggiustandosi il cappello si alzò e ….
Scomparve…
Sconcertato e confuso dall’accaduto il manager, il freddo uomo d’affari e di potere scoprì di essere in un bagno di sudore e di essere spaventato a morte.
In cerca di una qualsiasi spiegazione si mise in contatto con chi gli aveva venduto la casa, chiese con precauzione informazioni su chi viveva nella casa, poi  prese anche a fare qualche domanda tra i vicini e i vecchietti che frequentavano il piccolo circolo ACLI del paese vicino e fece anche una rapida visita al cimitero a controllare una certa tomba…
La foto sulla lapide era in bianco e nero e raffigurava un uomo più giovane e senza cappello, decisamente più pulito e presentabile ma non c’era dubbio alcuno…
Era lui !!! Il silenzioso visitatore notturno che cercava qualcosa nascosto in un buco nel muro….

 

Ha collaborato:

Metal Mike
 
 

 
 
 

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